Vibo Valentia: Omicidio Vangeli, rinviati a giudizio gli imputati

(ANSA) – VIBO VALENTIA, 29 GIU – Sono stati rinviati a
giudizio gli imputati per il caso dell’omicidio di Francesco
Vangeli, il 26enne di Scaliti di Filandari, ucciso la notte del
9 ottobre 2018 a San Giovanni di Mileto ed il cui cadavere non è
mai stato ritrovato. Lo ha deciso il gup distrettuale che ha
accolto la richiesta avanzata dal pm della Dda di Catanzaro
Annamaria Frustaci. Il processo con rito ordinario inizierà il
22 settembre davanti ai giudici della Corte d’assise a
Catanzaro.
A giudizio sono andati Antonio Prostamo, di 31 anni, ritenuto
esponenti di spicco dell’omonima «famiglia» di ‘ndrangheta
gravitante a San Giovanni di Mileto, l’ex fidanzata di Vangeli,
Alessia Pesce (21), di Filandari ma residente a San Giovanni di
Mileto, e due amici della vittima, Alessio Porretta (24) di
Filandari, e Fausto Signoretta (29) di Ionadi. Sarà processo
invece con rito abbreviato Giuseppe Prostamo (35), fratello di
Antonio, con la prima udienza fissata al 14 settembre prossimo.
Si sono costituiti parte civile i familiari di Vangeli assistiti
dagli avvocati Francesca Comito, Nicodemo Gentile ed Antonio
Cozza. Il Collegio di difesa è costituito dagli avvocati
Giuseppe Grande e Sergio Rotundo (per i fratelli Prostamo),
Zavaglia (per la Pesce), Giovanni Vecchio (per Signoretta ) e
Gianni Puteri per (per Porretta).
Vangeli, secondo l’accusa, sarebbe stato ucciso da Antonio
Prostamo che avrebbe agito in concorso con altre due persone
ancora in fase di identificazione. Il 26enne sarebbe stato
attirato con un pretesto nella casa di Antonio e Giuseppe
Prostamo a San Giovanni di Mileto dove sarebbe stato ferito da
un colpo di fucile, rinchiuso in un sacco di plastica e, ancora
moribondo, trasportato a bordo della sua auto nei pressi del
fiume Mesima e gettato in acqua. Quindi i suoi presunti
assassini hanno bruciato la vettura nel tentativo di cancellare
quante più tracce possibili. Nei mesi scorsi la Cassazione aveva
escluso il reato di omicidio per Giuseppe Prostamo. Uno dei
moventi del delitto sarebbe la presenza della ragazza, Alessia
Pesce, contesa tra la vittima e Antonio Prostamo. Porretta e
Signoretta sono accusati di favoreggiamento aggravato dal metodo
mafioso mentre la ragazza è accusata di aver reso false
dichiarazioni agli investigatori dopo la scomparsa di Vangeli.
(ANSA).

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