Truffa a Regione Calabria, arrestati sono tutti imprenditori (NOMI)

(ANSA) – CATANZARO, 11 FEB – I 7 arrestati nell’operazione
dei carabinieri, coordinata dalla Dda di Catanzaro diretta da
Nicola Gratteri, sull’indebita percezione di carburante agricolo
sono tutti imprenditori residenti nella provincia di Crotone. Si
tratta di Roberto De Fazio, di 42 anni, Alessandro Bianco (41);
Francesco Ranieri (47); Saverio Flotta (41); Mariantonia Capasso
(67); Graziano Vulcano (40) e Antonio De Meco (55).
L’obbligo di dimora è stato disposto nei confronti di
Giuseppe Giancotti, 40 anni, di Rocca di Neto, anche lui
imprenditore agricolo.
Il gip ha disposto, inoltre, la sospensione dai pubblici
uffici per tre dipendenti della Regione Calabria, Cesario Ottone
(durata provvedimento 6 mesi) ed Angelo Lionetti e Natale
Pacenza (entrambi 3 mesi), tutti in servizio nella sede di
Crotone dell’ufficio «Utenti motori agricoli» (Pacenza oggi è in
pensione). Altri due dipendenti della Regione sono indagati
senza che nei loro confronti sia stato adottato alcun
provvedimento.
L’organizzazione che é stata sgominata dai carabinieri aveva
la sua sfera d’interesse in provincia di Crotone ed avrebbe
ottenuto i suoi scopi illeciti attraverso la fattiva
collaborazione, riferiscono gli investigatori, dei dipendenti
regionali coinvolti nell’inchiesta. Questi ultimi, infatti,
attestando con false dichiarazioni il possesso da parte degli
imprenditori dei previsti requisiti di legge, come la
disponibilità di aree agricole, in alcuni casi di proprietà del
demanio dello Stato e marittimo, e il possesso di mezzi d’opera
per la lavorazione e la coltivazione, avrebbero consentito loro
di ottenere le indebite percezioni di carburante agricolo a
prezzo agevolato.
I carabinieri hanno eseguito anche il sequestro dei beni della
società «Kremissa Carburanti», di cui sono titolari due degli
imprenditori arrestati, Saverio Flotta e Graziano Vulcano, per
un ammontare di quasi 78 mila euro. Alla stessa società,
inoltre, è stata applicata la sospensione delle autorizzazioni,
licenze o concessioni funzionali alla vendita di carburanti.
Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione
per delinquere finalizzata alla commissione di truffe per il
conseguimento di erogazioni pubbliche, accesso abusivo ai
sistemi informatici della Regione Calabria e truffa aggravata.
(ANSA).

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