Santelli sul Bilancio regionale: “Con l’emergenza Covid-19 niente sarà più come prima”

«E’ un bilancio che doveva adempiere ad un obbligo formale e che quindi difficilmente poteva diventare un bilancio di apertura al futuro, come alcuni auspicavano, solo se fosse stato diverso il periodo». Lo ha detto Jole Santelli, presidente della Regione, intervenendo ai lavori del Consiglio regionale sulle leggi di bilancio dell’ente. Santelli ha riconosciuto che non è stato facile lavorare in questi mesi in dodicesimi. Poi, l’affondo sulla realtà della Regione, «nella quale c’è tanto grigio – ha detto – con 800 persone che lavorano negli uffici, che non sappiamo a quale titolo e per fare cosa. Proverò a poco a poco a capire. Progetti, strutture, Aziende e gente che lavora da fuori». E di sfida ha parlato a proposito degli Enti sub regionali, “molti dei quali in liquidazione da otto anni, e che procedono ad assunzioni». Da qui la prospettiva di una verifica per vedere “quali Enti far funzionare e quali mandare in liquidazione». Altro capitolo, i contenziosi, «base di una situazione allucinante con pignoramenti anche su questioni sulle quali la Regione ha vinto».
La presidente Santelli ha fatto riferimento anche al rinvio della illustrazione delle linee programmatiche, pur ammettendo la loro solennità e l’obbligo, ha ricordato che nel frattempo “c’è stato un cambio di era. Con l’emergenza Covid-19 niente sarà più come prima – ha sentenziato – Quello che abbiamo scritto ieri, quello che abbiamo detto in campagna elettorale non è più attuale. Il programma va calato in una situazione che è completamente diversa. E questo futuro va discusso in maniera seria: progetto per progetto, situazione per situazione». «Per quanto mi riguarda – ha proseguito Santelli – io credo
che ci sia una fase e una parte che debba essere orientata all’assistenza di questa terra. A quella gente che, non dico non
ha nulla da mangiare, ma che non ha più il luogo del proprio lavoro. E’ a questa parte noi dovremo dare assistenza, e contemporaneamente tutti saremo chiamati a costruire la Calabria di domani. Il coronavirus ha cancellato definitivamente la realtà basata sugli aiuti a pioggia. Non era nelle nostre intenzioni farlo, ma ora non sarà più possibile immaginarlo, e
dovremo dire cosa l’Assemblea principale di questa Regione intende fare della Calabria». Infine ha fatto riferimento alla sanità, «sulla quale – ha detto – abbiamo ereditato una catena di comando non certo chiara. Ci sarà da rivedere molte cose». Infine la vicenda delle risorse sottratte al Sud, «circa 10 miliardi di euro sui quali non c’è nessun impegno risarcitorio del Governo. E molte – ha concluso – sono le cambiali scadute che la Calabria ha nei confronti del Governo centrale».(ANSA).

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