Sanità: Partito democratico, “ministro intervenga su vicende Asp Cosenza”

(ANSA) – CATANZARO, 18 AGO – «Il Coordinamento Provinciale
del Pd di Cosenza condivide l’appello del Pd di Corigliano
Rossano a revocare la delibera dell’Azienda sanitaria
provinciale di Cosenza numero 646 del 3 agosto 2020 che di fatto
interessa gran parte della provincia e invoca, ancora una volta,
l’intervento del Ministro della Salute Roberto Speranza sulle
vicende che riguardano l’Asp di Cosenza». E’ quanto si afferma
in una nota del Coordinamento provinciale di Cosenza del Partito
democratico.
«Con la delibera numero 646/20 – si aggiunge – il
Commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di
Cosenza, Cinzia Bettelini ha deciso di sopprimere alcuni
importanti Laboratori analisi del territorio.In particolare
verrebbero chiusi e convertiti in punto prelievo, ma di fatto
chiusi, i Laboratori analisi degli ospedali di Rossano
Corigliano, di Cassano allo Ionio, di Lungro, di Cariati, di
Cetraro, di Mormanno, di San Marco Argentano e quello di Rende
per il quale è previsto addirittura che presidio di riferimento
diventi Castrovillari. La soppressione dei detti Laboratori di
analisi, e l’accorpamento ad altri laboratori, sarà causa di
disservizi nell’erogazione delle prestazioni ed è inspiegabile
alla luce del piano del fabbisogno del personale di recente
deliberato. Infatti, il nuovo piano dovrebbe superare le
criticità delle risorse umane nei vari servizi sanitari,
compresi i problemi di carenza di personale all’interno di quei
Laboratori che oggi si vorrebbero sopprimere. Si comprime
l’offerta di sanità pubblica e di conseguenza si favorisce
quella privata: non si può spiegare altrimenti la illogicità
della decisione presa proprio quando gli accordi europei ci
consentono di investire nella sanità, e si è visto quanto sia
essenziale avere laboratori attrezzati a sostenere l’emergenza
di processare numeri alti di tamponi per cui eravamo
assolutamente impreparati».
«La delibera – sostiene ancora il Pd di Cosenza – non solo
penalizza un’area urbana estesa e importante come quella di
Corigliano Rossano e Rende, ma anche realtà medie come Cassano,
San Marco, Cariati e Cetraro e aree interne come Mormanno e
Lungro, tutte ugualmente importanti per le aree territoriali su
cui insistono. Non si poteva immaginare percorso peggiore di
quello intrapreso dalla nuova dirigenza. Percorso che, come
scritto nella stessa delibera, fa riferimento a decisioni prese
il 6 marzo 2020 (riorganizzazione della rete dei laboratori
pubblici approvata dalla struttura commissariale della Regione
Calabria con il Dca 62 del 6 marzo 2020), prima del lockdown,
come se non ci fosse stata la pandemia e la conseguente crisi
sanitaria.
Occorre prestare attenzione alle dinamiche che muovono simili
scelte. I cittadini, i pazienti, non possono essere penalizzati
e ulteriormente danneggiati da chi non ha una visione di una
sanità pubblica modulata finalmente in funzione delle necessità
dei medesimi, non in funzione degli interessi privati, e non ha
contezza delle gravi contingenze che stiamo vivendo. Se questa è
la premessa, sono doverose le dimissioni dell’ennesimo
commissario straordinario e un intervento immediato del Ministro
della Salute Roberto Speranza.
La delibera Asp Cosenza numero 646 del 3 agosto 2020 «Adozione
piano aziendale riorganizzazione Rete territoriale. Presa
d’atto», mantiene, inoltre, l’attuale assetto distrettuale, per
cui l’ex area di Corigliano continua a far parte del distretto
sanitario dello Jonio Nord e l’area di Rossano resta nel
distretto Jonio Sud non consentendo di perseguire le finalità
previste dal Dca 65/20, secondo cui «Il distretto contribuisce a
migliorare lo stato di salute della comunità attraverso il
governo e la gestione di una rete integrata di servizi
socio-sanitari assicurando competenza, disponibilità e prontezza
di risposta, nel più ampio rispetto della dignità della persona
umana e dei suoi primari diritti di salute».
«Anche questo aspetto organizzativo – conclude la nota – va
attualizzato all’esistenza della città unica Corigliano Rossano,
di cui pare ancora non si sia preso atto, unificando i
distretti». (ANSA).

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