Sanità: interdetti ex commissari; Sapia, “situazione pesante”

(ANSA) – COSENZA, 23 FEB – «La sanità calabrese è a terra e
la situazione è molto più pesante di quanto immaginavamo. Ce lo
indica l’interdizione per un anno dai pubblici uffici,
nell’ambito dell’inchiesta Sistema Cosenza appena notificata
agli ex commissari Massimo Scura a Saverio Cotticelli, come ai
dirigenti regionali Antonio Belcastro, Vincenzo Ferrari e Bruno
Zito». È quanto afferma, in una nota, il deputato del Gruppo
misto Francesco Sapia, componente della commissione Sanità.
«Lo dico – prosegue il parlamentare – a prescindere degli
eventuali, successivi risvolti penali dell’inchiesta in
argomento. A conferma delle mie denunce e battaglie inascoltate
dalla politica, questo provvedimento interdittivo indica che, al
di là dell’estraneità o della responsabilità degli indagati,
ancora da accertare, la gestione della sanità calabrese non può
ritenersi affidabile ed efficace, soprattutto per quanto
concerne i controlli sulla spesa e i conti delle aziende del
Servizio sanitario regionale. Il provvedimento, poi, ci fa
capire che è necessario e urgente andare oltre ben le misure
previste dall’ultima ‘legge Calabrià, peraltro inattuata per la
mancata nomina dei sub-commissari ad acta e la mancata
assegnazione del personale a supporto del commissario Longo.
Ancora, sul piano politico e morale lo stesso provvedimento
obbliga il nuovo governo, presieduto da Mario Draghi, ad
occuparsi del Servizio sanitario della Calabria in maniera molto
più convinta, con scelte e strumenti che vanno discussi al più
presto in commissione e in parlamento. In caso contrario la
nuova, ampia maggioranza di governo dimostrerebbe di non voler
affrontare il problema in tutta la sua gravità, dimostrerebbe
imperdonabile indifferenza verso i malati calabresi».
«Al più presto – conclude Sapia – presenterò una proposta di
legge per istituire una commissione parlamentare di inchiesta
sulla gestione del Servizio sanitario della Calabria, perché la
verità deve emergere al di là delle specifiche questioni penali,
di cui deve occuparsi la magistratura come potere autonomo».
(ANSA).

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi