«Ricorsi al Tar e querela per gravi irregolarità nel Bando Marchio Grandi Eventi 2020»

(ANSA) – LAMEZIA TERME, 11 GIU – «Ricorsi al Tar e denuncia
querela per la Regione Calabria accusata di gravi irregolarità
nel Bando Marchio Grandi Eventi 2020». Lo hanno annunciato oggi
in conferenza stampa – secondo quanto riferisce un comunicato
stampa – Francesco Pollice, Ruggero Pegna e Sergio Gimigliano,
rispettivamente organizzatori e direttori artistici di Ama
Calabria, Fatti di Musica e Peperoncino Jazz Festival.
Impossibilitata a partecipare Tonia Santacroce, direttrice
artistica del Festival d’Autunno, già promotrice di un proprio
ricorso al Tar.
“Numerose le denunce dei tre operatori – prosegue il comunicato
– , a cominciare da un’accusa alla politica di questa
amministrazione regionale, a loro dire capace di danneggiare
gravemente un’autentica industria dello spettacolo dal vivo,
costruita con grandi sacrifici, che in Calabria ha garantito i
grandi eventi, numerosi festival e, al contempo, ricadute di
ogni tipo, da quella occupazionale a quelle strettamente legate
alla promozione del territorio, dell’immagine e di molto altro.
Incredibile che invece di sostenere i 12 festival già vincitori
di vari bandi, ultimo dei quali il triennale per Grandi Festival
Internazionali Storicizzati del 2017, come sarebbe stato logico
in un’ottica di ulteriore potenziamento e storicizzazione,
abbiano escluso quelli che rappresentano proprio la storia
stessa dello spettacolo musicale dal vivo in Calabria nei vari
generi, dal pop, alla musica d’autore, dal jazz alla musica
classica».
“In pratica – aggiunge il comunicato – per sostenere tutti i
grandi festival calabresi hanno stanziato appena 2milioni di
euro, cioè lo stesso importo di quattro minuti di uno spot
talmente deludente da doverlo rifare e che, per la sua messa in
onda, richiederà altri svariati milioni di euro, peraltro,
contrariamente a tutti noi, senza alcun avviso pubblico o
manifestazione d’interesse! Altro elemento sottolineato da
Pollice e Gimigliano, posto da Pegna all’attenzione della
Procura ‘l’evidente abuso commesso nell’escludere anche i
progetti che, sebbene ritenuti ammissibili e finanziabili, non
fossero stati realizzati entro il 31 dicembre 2020.
Paradossalmente la Regione ha inteso finanziare progetti da
centinaia di migliaia di euro solo se già realizzati, ignorando
che proprio la conoscenza dell’ammissibilità dei progetti fosse
condizione imprescindibile per la realizzazione degli stessi».
(ANSA).

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