Rende (CS): Risolto il contratto con la società di gestione del parco acquatico

“Dopo i costanti controlli, le richieste e le sollecitazioni inviate nel corso di quasi un anno, abbiamo avviato la procedura di risoluzione del contratto con la società che gestisce il Parco Acquatico a causa del reiterarsi di fatti, comportamenti e atteggiamenti incompatibili con le finalità della concessione stessa”. Lo ha comunicato via Facebook il sindaco di Rende (Cs) Marcello Manna, dopo il caso delle minacce del direttore tecnico del Parco acquatico, Antonio Vivacqua, rivolte alla giornalista del Tgr Calabria, Erika Crispo, a seguito di un suo servizio sulla struttura rendese.
“Un atto dovuto – spiega il sindaco -, un percorso che ha visto la nostra amministrazione e, in particolare, gli uffici preposti, avviare sin dallo scorso novembre una serie di obiezioni alla società di progetto Parco Acquatico Santa Chiara 4.0 per le gravi violazioni delle disposizioni contenute nel capitolato speciale d’oneri. E venuta meno la fiducia nei confronti del delegato individuato dalla società di progetto a tenere i rapporti con la nostra amministrazione che, violando i principi di integrità, correttezza e buona fede che devono caratterizzare i comportamenti dei dipendenti della società in indirizzo e ledendo così la dignità delle persone, ha recato danno all’intera nostra comunità che ha fatto sempre del rispetto, dell’inclusività e dell’uguaglianza i propri principi identitari”.

Abbiamo “proceduto in maniera trasparente – aggiunge il sindaco -, secondo un iter lungo ma necessario per la salvaguardia dei principi di diritto e democrazia, oltre che di tutela dei lavoratori che abbiamo incontrato lo scorso venerdì in municipio. Molte le valutazioni sbagliate che in questi giorni si sono susseguite e che sono frutto d’ignoranza rispetto alla intera vicenda documentata da atti pubblici. In questi mesi abbiamo cercato di sostenere, nei termini di legge, l’ente gestore della struttura: abbiamo concesso la rateizzazione delle utenze, oltre ad una ulteriore proroga per il rimborso dei costi sostenuti dalla nostra amministrazione per l’energia elettrica viste le criticità connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 in atto, ma come per altre gravi inadempienze non si è trovato alcun riscontro positivo da parte della società di progetto”.
Erano “state chieste – conclude Manna – garanzie a tutela dei lavoratori per il tempestivo pagamento delle spettanze dovute e ad oggi nessuno stipendio è stato ancora retribuito. Le violazioni e le inadempienze contrattuali, dunque, le costanti sollecitazioni da parte del nostro ente non recepite in questi mesi ci hanno indotto ad avviare tale procedimento di risoluzione: la cattiva gestione di un bene comune lede la nostra intera comunità ed è proprio a tutela della nostra comunità che si è deciso di intervenire”.
(Lro/Adnkronos)

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