Regione: rischi naturali e non,al via seminari web per Comuni

(ANSA) – CATANZARO, 04 DIC – «Jole aveva una visione concreta
del futuro della Calabria e per questo adesso che non c’è più,
anche se ne voglio parlare al presente, sono onorato di far
parte di una Giunta in cui ogni assessore sta dando il meglio di
sé, esattamente come era nelle aspettative del nostro presidente
Santelli». Lo ha detto Nino Spirlì, presidente facente funzioni
della Regione introducendo alla Cittadella i lavori di
presentazione del ciclo di weebinar, incontri formativi e
informativi via Internet sui rischi naturali e antropici rivolti
agli amministratori locali calabresi, attuati in collaborazione
con Anci Calabria e svolti con l’Università della Calabria.
Assieme al presidente Spirlì hanno partecipato l’assessore
regionale all’Università Sandra Savaglio e gli assessori
all’Ambiente Sergio De Caprio e ai lavori pubblici Domenica
Catalfamo. Presenti anche il presidente di Anci Calabria,
Francesco Candia, la responsabile dell’infrastruttura «Sila»,
Vincenza Calabrò, e, in collegamento a distanza, il docente
Unical e coordinatore dei seminari, Pasquale Versace.
«Ringrazio Savaglio, che come Jole ha un amore materno per
la Calabria – ha aggiunto Spirlì – perché sta portando in
maniera fiera, forte e possente l’incarico che la stessa Jole ci
ha dato. Lei aveva una visione concreta del futuro. Jole tiene
ancora a questa terra. La collaborazione tra Regione e
Università è importantissima. Così si crea formazione attorno ai
problemi che assillano il territorio da decenni e da secoli. Il
territorio è stato violentato dalla maleducazione umana. Tutte
quelle azioni che l’uomo compie maldestramente, o
malavitosamente, creano non solo danni, ma anche morti».
«L’assessore De Caprio, in queste ore – ha detto ancora
Spirlì – è tornato ‘capitano Ultimò nel territorio di Crotone,
dove a causa dell’erosione costiera, è in gioco anche la colonna
di Hera Lacinia».
«La Calabria ha due emergenze fortissime – ha sostenuto
l’assessore Savaglio – che sono sanità e ambiente. Per
quest’ultima, grazie ai seminari, i professori universitari
trasferiscono ai sindaci i mezzi per risolvere le questioni. Si
tratta di un cerchio che si chiude. La prima serie di sei
seminari è con l’Università della Calabria e, speriamo, a breve
se ne possano avere altri anche con l’Università Mediterranea di
Reggio».
«Si tratta – ha sottolineato l’assessore De Caprio – di un
percorso che abbiamo costruito insieme per riportare il talento
a disposizione degli amministratori e della società civile per
il futuro della Calabria, che deve tornare a essere il centro
del Mediterraneo».
Per il presidente di Anci Calabria Candia «i sindaci e i
Comuni hanno la necessità e la voglia di avvalersi di questa
occasione. Salutiamo con favore questa novità. Sicuramente sarà
un valore poter disporre di un supporto scientifico per
dimostrare che c’è una macrovisione, tecnica e istituzionale
insieme».
A spiegare il Sistema integrato di laboratori per
l’ambiente in Calabria (Sila) è stata Vincenza Calabrò, docente
Unical, che ha parlato di un sistema integrato di laboratori e
infrastrutture per l’erogazione sia di servizi di ricerca e
sviluppo industriale, sia di servizi scientifici e tecnologici,
dedicati al monitoraggio, al controllo e alla tutela
dell’ambiente. È finanziato con fondi della Regione Calabria Por
2014-2020, a valere sull’Asse I. La responsabilità scientifica è
del professor Pasquale Versace.
Calabrò è anche l’organizzatrice dei seminari, uno ogni
tre settimane secondo le previsioni, che hanno l’obiettivo di
creare un link tra le pubbliche amministrazioni e
l’infrastruttura «Sila» per offrire informazioni su servizi e
strumenti utili a sindaci e tecnici per la prevenzione dei
rischi naturali e la salvaguardia ambientale. (ANSA).

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