Reggio Calabria: Truffa dello specchietto a danno di 80enne, arrestato 19enne siciliano

Reggio Calabria, 17 set. – (Adnkronos) – I carabinieri della Sezione Radiomobile di Taurianova (Rc) hanno arrestato un 19enne residente a Noto (Sr), accusato di truffa aggravata a danno di un 80enne, vittima della cosiddetta “truffa dello specchietto”. Allertati da una segnalazione su un’anomala discussione avvenuta in una piazzetta fra un ragazzo e un anziano, i militari si sono messi subito alla ricerca dell’autovettura descritta dai testimoni, poco dopo individuata e fermata. A bordo c’era un ragazzo siciliano con addosso 870 euro in contanti su cui non è riuscito a spiegare la provenienza. Condotto in caserma, i militari hanno avviato gli accertamenti investigativi.
Secondo quanto ricostruito dai militari, infatti, il giovane, dopo aver notato l’anziano solo in macchina, si è avvicinato lanciando sull’auto dell’80enne un oggetto, così da provocare un rumore percettibile. Subito dopo il 19enne ha inseguito l’auto dell’anziano, bloccandola nel momento in cui è arrivata in una piazzetta. A quel punto il 19enne, con tono minaccioso, ha accusato l’80enne di avergli rotto lo specchietto provocandogli un danno di 1000 euro, per poi chiedergli di consegnargli tutti i soldi che aveva in tasca. L’80enne, dopo aver tentato di discolparsi, pur di uscire da quell’imbarazzante situazione, ha consegnato al ragazzo gli 870 euro in contanti che aveva addosso. Ricevuto il denaro, il 19enne ha intimato all’anziano di tornare a casa e di non parlare con nessuno di quanto accaduto, poi si è diretto verso la strada provinciale.
Il piano per mettere in atto la “truffa dello specchietto”, però, è fallito, e il ragazzo siciliano è stato arrestato in flagranza per truffa aggravata dalla minorata difesa della vittima. L’arresto è stato poi convalidato, e su proposta della procura di Palmi, diretta dal procuratore Ottavio Sferlazza, il giudice ha disposto per l’uomo il divieto di soggiorno in Calabria e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria del luogo di residenza. Gli inquirenti non escludono che il ragazzo siciliano fosse insieme ad altri in “trasferta” nel territorio reggino per compiere in modo seriale questo tipo di reati a danno di persone deboli.
(Lro/Adnkronos)

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