Reggio Calabria: Presunto boss condannato a 23 anni di carcere

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 23 SET – Il presunto boss della
‘ndrangheta, Domenico Crea, di Rizziconi, è stato condannato a
23 anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo
mafioso e per estorsione. Al termine del processo, celebrato con
il rito abbreviato, il gup ha accolto la richiesta di condanna
formulata dalla Dda di Reggio Calabria guidata dal procuratore
Giovanni Bombardieri.
Considerato un elemento di spicco un della ‘ndrangheta della
Piana di Gioia Tauro, Crea è accusato di estorsione ai danni di
Nino De Masi, l’imprenditore che da anni vive sotto scorta e
che, assistito dall’avvocato Antonio Mazzone, si era costituito
parte civile nel processo.
Difeso dagli avvocati Francesco Albanese e Pasquale Loiacono,
il boss era accusato di avere costretto De Masi a consegnare
alla cosca trattori e macchine per l’agricoltura, ma anche altri
attrezzi e materiale vario. Il tutto, stando alla ricostruzione
della Procura, senza mai pagare la merce, il cui valore
ammontava a oltre 180 mila euro.
Per lo stesso reato erano stati condannati anche il padre e
il fratello di Domenico Crea, Teodoro e Giuseppe. Nei loro
confronti la Corte d’Appello di Reggio Calabria, nel giugno del
2019, aveva confermato la condanna rispettivamente di 12 e 8
anni di carcere. Domenico Crea non era stato processato insieme
ai due congiunti perché é rimasto latitante fino al 2 agosto del
2019, giorno in cui è stato arrestato dalla polizia a Santa
Domenica di Ricadi (Vibo Valentia). (ANSA).

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