Reggio Calabria: Ex direttrice carcere: “Nessun favore ai boss”

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 28 AGO – È durato cinque ore e si è
concluso a tarda sera l’interrogatorio di garanzia dell’ex
direttrice del carcere di Reggio Calabria Maria Carmela Longo
arrestata il 25 agosto per concorso esterno con la ‘ndrangheta.
L’indagata, che fino a pochi giorni fa ha guidato la
sezione femminile del carcere di Rebibbia ha risposto alle
domande del gip Domenico Armoleo e dei due sostituti procuratori
della Dda Stefano Musolino e Sabrina Fornaro. Assistita
dall’avvocato Giacomo Iaria, Maria Carmela Longo si è difesa
dall’accusa di aver favorito boss e luogotenenti dei clan
reggini detenuti nel carcere di Reggio Calabria. «La dottoressa
Longo – ha spiegato il legale – contesta di aver favorito alcuno
e di aver creato un regime preferenziale. Il concorso esterno
presuppone che la mia assistita avesse coscienza di favorire la
‘ndrangheta. Ma non è stato così tanto è vero che tutte le
ispezioni fatte al carcere non si sono tradotte in procedimenti
disciplinari. Che a Reggio Calabria ci potesse essere la
possibilità per i detenuti di collocarsi in una sezione
piuttosto che in un’altra è vero, ma che questo sia funzionale a
favorire la ‘ndrangheta è tutto da dimostrare. La dottoressa
Longo ha sottolineato, inoltre, ha sempre operato di intesa con
gli organi superiori dai quali ha ricevuto assensi e
riconoscenze».
L’avvocato Iaria non ha formulato al gip la richiesta di
revoca degli arresti domiciliari ma «alla luce
dell’interrogatorio di garanzia – conclude il difensore – il
prossimo passaggio sarà il Tribunale della Libertà dove
discuteremo non solo delle esigenze cautelari ma anche della
gravità indiziaria». (ANSA).

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