Pegna: «Il Bando Grandi Eventi della Regione Calabria un’autentica farsa»

(ANSA) – CATANZARO, 14 SET – «Il Bando Grandi Eventi della
Regione Calabria negli ultimi due anni è diventato un’autentica
farsa che offende i professionisti del settore dei Grandi Eventi
e del grande spettacolo musicale dal vivo. Dopo la sentenza di
ieri del Consiglio di Stato che, in merito all’edizione dello
scorso anno, ha confermato la sentenza del Tar favorevole ad una
serie di progetti esclusi, a conferma dell’assurda gestione
dell’apparato politico-burocratico regionale denunciata in tutte
le sedi e perfino alla Procura della Repubblica, oggi è arrivata
la graduatoria provvisoria del Bando 2021, che conferma
l’affronto offensivo e provocatorio alla storia stessa dei
grandi eventi in questa regione». Lo afferma, in una nota,
Ruggero Pegna, imprenditore del settore dello spettacolo.
“Sbagliare è umano – aggiunge Pegna – ma perseverare è
diabolico, diceva qualcuno. Ma evidentemente in Regione si è
perso anche il minimo senso del pudore. Fuori dall’area
finanziabile per esaurimento dei fondi ancora una volta ‘Fatti
di Musicà, l’oscar del live che quest’anno ha offerto
un’edizione straordinaria, unico festival partecipante al bando
che ha toccato location spettacolari e storiche di Reggio
Calabria e Diamante, con un format originale di rilevanza
nazionale, unico ad avere come media partnership ufficiale la
Rai e a presentare alcuni dei live di maggior prestigio
dell’anno, con attenzione anche alla valorizzazione dei talenti
calabresi e con lo stesso premio di Gerardo Sacco, testimonial
dell’arte e della creatività di questa regione. Unico festival,
peraltro, ad omaggiare l’Anno Dantesco 2021 con la proposizione
della più imponente Opera Musical dedicata, presentata in Senato
e premiata come migliore produzione dell’anno. E ‘Fatti di
Musicà non è il solo storico festival che si effettua in
Calabria a rimanere fuori. Stessa sorte anche per il
‘Peperoncino Jazz Festival’, tra le manifestazioni del settore
più affermate d’Italia, e per il ‘Calabria Fest Tutta Italianà,
peraltro tutti riconosciuti ufficialmente dal Ministero della
Cultura. In pratica, fuori i più grandi festival musicali di
questa regione, i soli ad avere una reale risonanza nazionale.
E’ uno scandalo, non ci sono altri termini. Uno scandalo che
nasce innanzitutto dalla volontà politica di aver ridotto ad un
milione e duecentomila euro, cioè al minimo storico, il budget
per i Grandi Eventi. Sarebbe bastato portare a due milioni tale
importo per evitare discriminazioni, mediando intelligentemente
tra favoritismi e merito. E’ avvilente e faticoso, ma siamo
costretti ad avviare un nuovo iter di accessi agli atti e di
conseguenti azioni giudiziarie. Nel frattempo mi resta la gioia
di aver regalato alla Calabria un’altra edizione, la
trentacinquesima, di un festival spettacolare con i più grandi e
attuali live, che promuove sul serio la Calabria, con record di
presenze e di attenzione mediatica, regalando emozioni
indimenticabili ad un pubblico di tutte le età, soprattutto
giovani. Restano immagini e foto indelebili a documentare un
altro scempio di un apparato politico-burocratico che in questo
settore continua a toccare vergognosamente il fondo, con
arroganza e incompetenza». (ANSA).

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