Operazione antimafia “Imponimento”, indagati scarcerati e beni dissequestrati

Catanzaro, 5 set. – (Adnkronos) – Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione antimafia “Imponimento” condotta dalla Dda del capoluogo calabrese contro la cosca Anello-Furci, che opera nel territorio compreso fra Lamezia Terme e la provincia di Vibo Valentia, ha rimesso in libertà, negli ultimi giorni, alcuni indagati, pronunciandosi anche sul sequestro di beni di uno di loro. In relazione all’imprenditore Rocco Polito, finito in carcere il 21 luglio scorso con l’accusa di concorso esterno e poi, il 12 agosto, ai domiciliari, i giudici, accogliendo le argomentazioni degli avvocati difensori dell’imprenditore, Ortensio Mendicino e Antonio Muscimarro, hanno annullato la misura cautelare disponendone il ritorno in libertà.
Contemporaneamente, lo stesso tribunale ha dissequestrato i beni dello stesso imprenditore sulla base delle perizie degli avvocati Mendicino e Muscimarro, che hanno dimostrato come i beni sottoposti a sequestro, ora tornati nella disponibilità di Polito, fossero frutto di attività lecite e del lavoro dell’indagato. In libertà è tornato anche Massimo Gugliotta, arrestato nell’ambito della stessa operazione con l’accusa di essere affiliato alla cosca Anello-Fruci e di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Immediata liberazione è stata disposta dal Tribunale del Riesame anche per Simone Catanzaro, arrestato il 21 luglio scorso con l’accusa di far parte dell’associazione creata per gestire il traffico di droga controllato dalla stessa cosca Anello-Fruci. Catanzaro era stato posto ai domiciliari il 12 agosto. Su disposizione del Tribunale del Riesame, inoltre, è passato dal carcere ai domiciliari anche Stefano Montauro, su cui pesano le stesse accuse mosse a Catanzaro. Il TdR, infatti, ha escluso il reato associativo e l’aggravante.
Inoltre, i giudici si sono espressi anche sui reati contestati a Teodoro Mancari, accusato di essere parte integrante della ‘ndrina Anello-Fruci e di rappresentare l’uomo di collegamento, per il traffico di droga, fra la cosca e la manovalanza. Il TdR, accogliendo le argomentazioni dei suoi difensori, Ortensio Mendicino e Antonio Muscimarro, ha parzialmente annullato l’ordinanza cautelare stabilendo che l’indagato, arrestato il 21 luglio scorso, non fa parte dell’associazione mafiosa Anello-Fruci (Mancari rimane comunque in carcere per i reati fine).
Infine, dal carcere ai domiciliari, su disposizione del Tribunale del Riesame, passa anche Antonio Facciollo, arrestato nell’ambito della stessa operazione “Imponimento” con l’accusa di essere capo e organizzatore dell’associazione mafiosa. I giudici hanno ridimensionato le contestazioni a concorrente esterno della cosca.
(Lro/Adnkronos)

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