Omicidio Berlingeri a Lamezia, un ergastolo e una condanna a 15 anni di carcere per marito e moglie

(ANSA) – CATANZARO, 18 NOV – La Corte d’Assise di Catanzaro,
presieduta da Alessandro Bravin, ha condannato all’ergastolo
Marco Gallo, di 33 anni, e a 15 anni sua moglie Federica
Guerrise (31) per l’omicidio del fruttivendolo 57enne Francesco
Berlingeri, avvenuto il 19 gennaio 2017. La Procura di Lamezia,
guidata da Salvatore Curcio e rappresentata in aula dal pm Marta
Agostini, aveva chiesto l’ergastolo per i due coniugi. E’ la
prima sentenza di condanna nei confronti dell’uomo, accusato di
essere il killer della cosca Scalise e imputato in altri
processi che lo vedono accusato per l’omicidio dell’avvocato
Francesco Pagliuso, di quello del funzionario delle Ferrovie
Gregorio Mezzatesta (delitti aggravati dal metodo mafioso) e per
associazione a delinquere con la cosca Scalise di Decollatura.
Secondo l’accusa Gallo avrebbe materialmente eseguito
l’agguato sparando da distanza ravvicinata a Berlingieri mentre
questi stava scaricando della merce davanti al suo negozio, nel
quartiere di Sambiase a Lamezia. La moglie avrebbe invece fatto
da «specchietto», avvisando telefonicamente il marito
dell’arrivo della vittima.
Le indagini condotte dalla Squadra mobile di Catanzaro e dal
commissariato di Lamezia Terme, su ordine della Procura di
Lamezia, avrebbero evidenziato che Federica Guerrise avrebbe
accompagnato il marito Marco Gallo nelle attività di
perlustrazione sul luogo del delitto il giorno prima
dell’agguato. Lui a bordo della sua moto da enduro e lei alla
guida di una Fiat 600. E il giorno dell’omicidio lei avrebbe
aspettato in auto avvisando il marito con una telefonata del
rientro della vittima nel suo negozio. Due minuti dopo la
telefonata, è la ricostruzione degli investigatori, Gallo
sarebbe arrivato a bordo della moto sorprendendo Berlingeri che
stava scaricando ortaggi. I familiari della vittima, ai quali è
stato riconosciuto il risarcimento da liquidarsi in separata
sede, sono stati rappresentati in giudizio dagli avvocati Pino e
Alessandro Zofrea. (ANSA).

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