‘Ndrangheta: tentata estorsione e danneggiamento, condannato collaboratore di giustizia

(ANSA) – CATANZARO, 15 FEB – Un anno e cinque mesi di
reclusione e il pagamento di una multa di 2 mila euro. E’ la
condanna inflitta in abbreviato a Catanzaro, dal gup Matteo
Ferrante, al collaboratore di giustizia Santo Mirarchi accusato
di tentata estorsione e danneggiamento aggravata dal metodo
mafioso.
Secondo l’accusa Mirarchi, in concorso con Santo Gigliotti, poi
deceduto, nel 2015 avrebbe tentato di farsi consegnare
dall’imprenditore catanzarese Antonio Amendola delle somme di
denaro per sostenere le spese di mantenimento dei detenuti.
Somme, del valore di 2 o 3mila euro, da corrispondere a cadenza
regolare nei periodi di Natale, Pasqua e Ferragosto di ogni
anno. Inoltre, Mirarchi avrebbe danneggiato la proprietà di
Amendola asportando la recinzione dei capannoni
dell’imprenditore. L’imputato avrebbe asportato, e poi gettato
in una fiumara, anche 80 paletti di ferro e circa 150 metri di
recinzione.
La tentata estorsione è aggravata dal metodo mafioso poiché
Mirarchi era indicato come il referente su Catanzaro del gruppo
mafioso Arena di Isola Capo Rizzuto. (ANSA).

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