Ndrangheta: tentata estorsione, due fermi a Reggio Calabria

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 04 MAR – Due provvedimenti di fermo
sono stati eseguiti dalla squadra mobile di Reggio Calabria su
richiesta della Direzione distrettuale antimafia diretta dal
procuratore Giovanni Bombardieri. Destinatari dei provvedimenti
sono Giovanni Zindato, di 54 anni, e Carmine Pablo Minerva, di
49, residenti a San Giorgio Extra, un quartiere a ridosso del
centro cittadino e controllato dalla cosca Caridi federata alla
famiglia mafiosa dei Libri.
Stando alle indagini, coordinate dai sostituti procuratori
Walter Ignazitto e Nicola De Caria, i due fermati sono accusati
di due tentate estorsioni ai danni di due ditte edili che
stavano ristrutturando un fabbricato nella zona di San Giorgio
Extra. Gli imprenditori, però, hanno denunciato la richiesta di
pizzo avanzata dai due arrestati che, secondo i pm, avrebbero
agito con modalità mafiose.
Zindato e Minerva, inoltre, sono stati anche intercettati mentre
parlavano di una pistola e per questo sono stati accusati dalla
Dda anche di detenzione di armi.
Una decina di anni fa Giovanni Zindato era stato coinvolto
nell’inchiesta «Alta Tensione» perché ritenuto uomo di fiducia
del boss Nino Caridi. Per questo motivo, nel 2016 era stato
condannato in appello a 7 anni di carcere ma la Cassazione ha
annullato quella sentenza e deve ancora celebrarsi un nuovo
processo di secondo grado. (ANSA).

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