“‘Ndrangheta stragista”, due ergastoli per gli omicidi dei carabinieri Fava e Garofalo

Catanzaro, 24 lug. – (Adnkronos) – La Corte d’Assise di Reggio Calabria presieduta da Ornella Pastore ha condannato all’ergastolo, nell’ambito del processo “‘Ndrangheta stragista”, il superboss di Brancaccio, Giuseppe Graviano, e Rocco Santo Filippone, ritenuto capomandamento di Melicucco, centro della Piana di Gioia Tauro, e accusato di essere affiliato alla cosca Piromalli.
La Corte d’Assise, dunque, accogliendo quasi per intero le richieste della procura reggina (per Filippone era stata chiesta anche la condanna a 24 anni per associazione mafiosa, ma il giudice ne ha inflitti 18), ha ritenuto Graviano e Filippone i mandanti degli attentati ai carabinieri avvenuti fra la fine del 1993 e il febbraio del 1994. Nel secondo dei tre agguati persero la vita, nei pressi di Scilla (Rc), i carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo.
Secondo l’ipotesi accusatoria portata avanti dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, gli attentati ai carabinieri compiuti da Consolato Villani e Giuseppe Calabrò, non avvennero, come stabilito nel processo ai killer, per neutralizzare un controllo da parte dei militari nel momento in cui i due stavano trasportando delle armi, ma furono messi in atto in nome della strategia stragista della mafia siciliana per colpire e ricattare lo Stato in modo da ottenere vari benefici di legge, soprattutto carcerari.
(Lro/AdnKronos)

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