‘Ndrangheta: pentito, “Conocchiella ucciso per durata sequestro”

(ANSA) – LAMEZIA TERME, 13 MAG – Il sequestro del dentista
vibonese Giancarlo Conocchiella, rapito nel 1991, a Briatico,
non andò come avevano previsto i rapitori e non fu lampo come
nelle loro intenzioni, per questo fu ucciso. A dirlo è stato il
collaboratore di giustizia Andrea Mantella, interrogato dal pm
della Dda di Catanzaro Annamaria Frustaci nel corso del processo
Rinascita Scott.
Il collaboratore ha sostenuto che a rapire Conocchiella fu
Nicola Candela che poi venne ucciso da Peppone Accorinti, punito
“perché nessuno aveva autorizzato il sequestro». Il sequestro
non fu lampo, ha aggiunto il collaboratore «perché i parenti di
Conocchiella non aderirono subito alle richieste». Mantella ha
riferito di avere saputo del sequestro da Saverio Razionale nel
carcere di Paola. E Razionale gli avrebbe riferito di una
riunione in un laboratorio di marmi di proprietà dello stesso
Razionale tra il suocero di Conocchiella, Marcellini, il
maresciallo Stranges, Razionale e Giuseppe Mancuso alias
‘Mbrogghia. In quella occasione sarebbe stata portata una
valigetta con un miliardo delle vecchie lire. I boss presero
l’impegno di fare liberare Conocchiella, cosa che poi non
avvenne perché l’uomo venne ucciso. Razionale e Mancuso chiesero
ad Accorinti di risolvere la questione poiché Candela era un
fedelissimo del boss di Zungri. «Candela – ha riferito Mantella
– ebbe una doppia punizione: aveva fatto un sequestro non
autorizzato e poi perché, messo sotto torchio negava le sue
responsabilità». Candela venne interrogato per sapere dov’era
Conocchiella, poi venne ucciso.
Mantella, nel 2006, è stato in carcere con Antonio Pititto,
un macellaio di Cessaniti accusato del sequestro Conocchiella.
Mantella ha riferito da avere saputo da lui che il dentista
venne rapito a scopo estorsivo e che i rapitori pensavano fosse
un sequestro lampo. Il gruppo di sequestratori, ha detto
Mantella, era composto dai due fratelli Candela, Pititto e
Vavalà (Mantella lo ha chiamato Vadalà). (ANSA).

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