Ndrangheta: omicidio figlio boss Cosenza, assolti imputati

I giudici della Corte d’assise d’appello di Catanzaro hanno assolto Francesco Porcaro e Francesco Patitucci dall’accusa di essere i mandanti dell’omicidio di Luca Bruni, ucciso e seppellito nelle campagne di Castrolibero (Cosenza) nel 2012. Bruni era figlio del boss della ‘ndrangheta Francesco, soprannominato «Bella bella», ucciso nel luglio del 1999. In primo grado, con rito abbreviato, Porcaro era stato assolto e Patitucci condannato a 30 anni. Sull’assoluzione la Dda aveva fatto appello ottenendo la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale. Stessa richiesta era stata fatta dalla difesa di Patitucci aveva fatto appello contro la sentenza di condanna. In appello sono stati riascoltati i collaboratori Franco Bruzzese e Adolfo Foggetti e sono state acquisite anche le dichiarazioni dei nuovi collaboratori Luciano Impieri, Celestino Abbruzzese e Luca Pellicori.

Tutti sono stati sentiti in relazione alla posizione di Roberto Porcaro, indicato come l’attuale capo del clan Lanzino a Cosenza. Al termine della requisitoria il sostituto procuratore generale Raffaella Sforza aveva chiesto per entrambi una condanna a 30 anni di reclusione. Porcaro è stato difeso dagli avvocati Sergio Rotundo e Luca Acciardi, mentre Patitucci da Marcello Manna, Laura Gaetani e Luigi Gullo. Il corpo di Luca Bruni è stato ritrovato a dicembre 2014 grazie alle dichiarazioni di Adolfo Foggetti che aveva deciso di collaborare con la giustizia. (ANSA).

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