‘Ndrangheta: misura cautelare per banca Bcc del Crotonese

(ANSA) – CROTONE, 15 FEB – I finanzieri del Nucleo speciale
polizia valutaria e del Comando provinciale di Crotone hanno
eseguito un decreto di applicazione della misura
dell’amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività
economiche e delle aziende a carico della Banca di credito
cooperativo del Crotonese.
Il decreto é stato emesso dal Tribunale di Catanzaro su
richiesta della Dda. Il provvedimento, di natura cautelare,
scaturisce dalle indagini svolte dalle fiamme gialle dalle quali
é emerso che la banca destinataria della misura sarebbe stata lo
strumento grazie al quale esponenti di spicco della ‘ndrangheta
avrebbero avuto accesso, anche indirettamente, all’utilizzo del
sistema dell’istituto di credito. In tal modo gli stessi
esponenti della criminalità organizzata avrebbero utilizzato
forme di agevolazione che la banca riconosce ai propri soci,
come aperture di conti correnti, erogazioni di credito ed
investimenti di capitali. Avrebbero partecipato, inoltre,
all’attività dell’istituto di credito attraverso l’espressione
del consenso sull’elezione degli organi sociali; eluso le
stringenti maglie della normativa antiriciclaggio anche perché
agevolati dalle modalità di gestione, a tutti i livelli, della
banca, attraverso, per esempio, l’assegnazione alla clientela di
un basso livello di rischio di riciclaggio, la compilazione
lacunosa di questionari di adeguata verifica nei confronti dei
clienti e omettendo la segnalazione di operazioni sospette,
nonostante ne ricorressero i presupposti.
“Lo scopo della misura, particolarmente rilevante in quanto
eseguita nei confronti di un Istituto di credito con una
significativa estensione in termini di raccolta ed impieghi – é
detto in una nota stampa della Guardia di finanza – è anzitutto
quello di tutelare la clientela ‘sanà della banca, realizzando
un programma di sostegno e di risanamento dell’attività
d’impresa finalizzato alla rimozione delle situazioni
esponenziali dell’infiltrazione nell’azienda da parte della
criminalità organizzata e di altri soggetti pericolosi».

La misura cautelare emessa a
carico della Banca di credito cooperativo del Crotonese si
collega all’inchiesta, denominata «Thomas», condotta sempre
dalla Dda di Catanzaro che nel gennaio del 2020 portò
all’arresto di quattro persone.
Dall’’indagine, condotta anche in quel caso dalla Guardia di
finanza, emersero le presunte ingerenze della cosca di
‘ndrangheta Grande Aracri sulle attività del Comune di Cutro,
nel Crotonese. Uno degli arrestati fu l’allora presidente del Consiglio di
amministrazione della Banca di credito cooperativo, Ottavio
Rizzuto, deceduto nel 2021, che dal 2007 al 2015 era stato
dirigente dell’Area tecnica del Comune di Cutro. (ANSA).

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