‘NDRANGHETA: Dda, il ruolo di Cesa e Talarico

Catanzaro, 21 gen. (Adnkronos) – “Lorenzo Cesa, quale partecipe, all’epoca dei fatti eurodeputato dell’Udc, d’intesa con Francesco Talarico, si impegnava ad appoggiare il gruppo per soddisfare le mire dei sodali nel campo degli appalti. Con le condotte in parola contribuivano a salvaguardare gli interessi delle compagini associativa di tipo ‘ndranghetistico di riferimento, in particolare le cosche dell’alto jonio catanzarese e del basso jonio crotonese, cui Gallo era legato, e le cosche reggine cui Pirrello era legato”. E’ quanto si legge nella richiesta di applicazione delle misure cautelari della Dda di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta “Basso profilo”.
Talarico, evidenzia la Dda, “partecipe, quale segretario regionale dell’Udc, attuale assessore al bilancio della Regione Calabria, candidato alle elezioni politiche del 2018, offriva il suo appoggio, in cambio di un consistente pacchetto di voti, per introdurre Gallo e Pirrello in ambienti politico istituzionali nazionali, in particolare presentando i due e i Brutto a Lorenzo Cesa, il quale avrebbe appoggiato loro per ottenere appalti presso enti pubblici e società in house nei settori di rispettiva competenza (fornitura di presidi antinfortunistici e servizio di pulizie) e manifestando un incondizionato e duraturo appoggio nella prospettiva di nuove consultazioni elettorali”.

La Dda scrive che Tommaso e Saverio Brutto, Cesa, Luciano e Ercole D’Alessandro, Gallo, Pirrello e Talarico devono rispondere del delitto “di cui all’art 416, 416 bis.1 cod. pen., “perché agendo in concorso e d’intesa tra loro, ricoprendo ciascuno di essi un preciso compito, si associavano tra loro al fine di commettere una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione, in particolare tra l’altro turbative d’asta, corruzione e abuso di ufficio (agendo in questo caso nella veste di istigatori), attraverso le metodiche di seguito specificate, segnatamente, utilizzando società e imprese esistenti, impegnate nel settore della fornitura di materiali per l’antiinfortunistica, aprendo una filiale in Albania, nonché impegnate nel settore delle pulizie, avvalendosi dell’appoggio di personaggi politici di rilievo regionale (Talarico Francesco, segretario regionale dell’Udc) e nazionale (Cesa Lorenzo, all’epoca europarlamentare dell’Udc), che avrebbero assicurato di intercedere con pubblici ufficiali in servizio presso enti pubblici ovvero con amministratori di società in house a livello nazionale (i cui enti o società avrebbero bandito gare di appalto per forniture di prodotti antinfortunistici ovvero di pulizie), nonché proponendosi di corrompere altri pubblici ufficiali preposti alle stazioni appaltanti ovvero, per le società in house, ai competenti uffici appalti, infine proponendosi di espandere all’estero, segnatamente in Albania, dove effettivamente veniva aperta una apposita filiale di seguito indicata, Stato questo dove, grazie all’ausilio del mar D’Alessandro Ercole, sarebbero stati introdotti nei gangli della pubblica amministrazione”.
(Lro/Adnkronos)

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