Morra (Commissione Antimafia): “Emerse rappresentazioni di realtà imbarazzanti per lo Stato”

CATANZARO (ITALPRESS) – “Sia nella giornata di ieri che nella giornata di oggi, sono emerse rappresentazioni di realtà imbarazzanti per lo Stato, per cui o si decide di investire seriamente e concretamente su questi territori, perchè c’è un emergenza, oppure qui possiamo fare tanti convegni senza che nulla cambi”. Così il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Nicola Morra, ha commentato gli esiti della seconda giornata di audizioni tenutesi a Catanzaro. “Oggi in particolare l’attenzione è stata dedicata sulla provincia di Vibo – ha detto – oggetto il 19 dicembre scorso dell’operazione ‘Rinascita-Scott’ che in termini quantitativi, ma anche qualitativi, è stata gigantesca. Grazie a quell’operazione tutta Italia ha capito che la ‘ndrangheta non può essere associata solo alla provincia di Reggio Calabria, in quanto nell’area del vibonese è cresciuta in misura esponenziale. C’è necessità di investire tanto in questi territori difficili, perchè segnati da particolare arretratezza e chiusura. Non possiamo permettere, per esempio, che ci siano nella spesa pubblica possibilità di infiltrazione, così come è emerso dagli scioglimenti di aziende sanitarie territoriali. Su sei scioglimenti di aziende sanitarie, cinque si sono verificati in Calabria, e se ancora i commissariamenti sono in vigore qualche correlazione ci sarà”.
Morra ha aggiunto che “con tutta probabilità, regole anti Covid-19 permettendo, nel mese di novembre la Commissione farà un sopralluogo a Vibo perchè è necessario testimoniare su quei territori, su quelle zone di terra ancora insanguinate da fatti criminosi, la presenza forte dello Stato che non arretra, anzi conquista spazio. A furia di sottovalutare l’emergenza, le mafie si sono radicate dappertutto. Ieri con il Procuratore Gratteri abbiamo ripercorso la presenza di locali di ‘Ndrangheta in tutto il mondo. E’ l’organizzazione più diffusa capillarmente nel mondo e non avendola combattuta a sufficienza, la cosiddetta ‘malapiantà si trova ovunque”. “Dove c’è un’economia privata ancora prospera – ha sottolineato Morra – le organizzazioni criminali non hanno problemi a legarsi alle imprese private. Con evidenze giudiziarie, si è visto come imprenditori sani, per ottenere più rapidamente crediti che altrimenti avrebbero riscosso con più tempo, hanno deciso di avvalersi di compagini criminali che hanno preso il controllo di società private”. Riguardo al tema della carenza di personale negli uffici giudiziari, il presidente della Commissione antimafia ha evidenziato che “gli organi requirenti siano stati maggiormente penalizzati e che, in funzione di anomalie del passato, alcuni calcoli non sono stati felicissimi. Adesso ci siamo impegnati a sottoporre al Ministero un ritorno di attenzione su questi temi. Se i cancellieri della Procura sono zero, qualche problema ci sarà ed è dettato dall’impossibilità di svolgere l’azione amministrativa”.
Tra le autorità audite dalla Commissione antimafia, anche il procuratore di Vibo Valentia, Camillo Falvo, che ha così dichiarato: “Siamo soddisfatti dell’attenzione dimostrata verso il territorio di Vibo che è particolarmente problematico. C’è una sinergia costante tra la Procura di Vibo e la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro che si basa su uno scambio costante di informazioni. Vibo meriterebbe una dotazione di organico nettamente superiore, non solo per quanto riguarda la Procura, che affronta il territorio con il più alto indice di crimini violenti, ma anche per il Tribunale. Molto sta cambiando, ma bisogna essere consapevoli che la ‘ndrangheta non si sconfigge con le operazioni antimafia, bisogna creare le condizioni affinchè i giovani non si avvicinino alla criminalità e abbiano possibilità di scelta. In questo molto spetta alla politica e alle istituzioni che ora a Vibo fanno fronte comune, ma c’è ancora tanto da lavorare”. (ITALPRESS).

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