Migranti positivi al Covid: Santelli, “situazione esplosiva, il Governo intervenga”

(ANSA) – ROMA, 12 LUG – «I 28 migranti positivi al Covid-19
arrivati ieri a Roccella Jonica confermano gli enormi rischi
connessi agli sbarchi di persone che arrivano da Paesi in cui
l’epidemia è ancora fuori controllo. Siamo stati facili profeti
quando abbiamo avvertito il governo circa i pericoli relativi a
un’immigrazione fuori controllo. Purtroppo, però, non abbiamo
avuto ascolto e ora ci troviamo tutti a dover far fronte alle
conseguenze di queste non scelte». A dirlo è il presidente della
Regione Calabria, Jole Santelli.
«Per mesi – spiega Santelli – abbiamo combattuto il
Coronavirus, al costo di grandissimi sacrifici esistenziali,
sociali ed economici. Ma ora, a causa di questa incomprensibile
indifferenza nei confronti della minaccia rappresentata dagli
sbarchi incontrollati, tutti gli sforzi compiuti dai calabresi e
dagli italiani rischiano di essere vanificati. Non possiamo
consentirlo. Lo Stato, il Governo, devono essere presenti e
affrontare una situazione che, da qui in avanti, potrebbe
diventare ancora più esplosiva».
«Peraltro – sostiene la presidente – gli sbarchi
incontrollati mettono in evidenza tutte le contraddizioni di un
esecutivo che, giustamente, blocca tutti gli ingressi da 13
Paesi a rischio, ma poi rimane incomprensibilmente inerte
rispetto ai barconi che arrivano dall’Africa, che oggi è uno dei
mega focolai più preoccupanti del mondo».
«Non serve un mago specializzato nelle previsioni del futuro
– prosegue – per capire che gli sbarchi continueranno anche nei
prossimi giorni e per tutta la durata del periodo estivo; e di
certo non possiamo approcciare il problema facendo finta che non
esista o, peggio, per mezzo di pregiudizi ideologici che non
cambiano di una virgola la difficile situazione in cui si
trovano regioni mete di sbarchi come la Calabria. Serve, dunque
una risposta immediata al fine di non vanificare i tanti
sacrifici fatti finora e di garantire il diritto alla salute dei
cittadini italiani e della Calabria, una regione in cui
l’epidemia è stata contenuta meglio che in tante altre realtà.
Noi Calabresi abbiamo fatto il nostro dovere, ora è lo Stato che
deve difenderci». (ANSA).

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