Mare: intesa Procura Vibo-Dohrn per contrasto inquinamento

(ANSA) – VIBO VALENTIA, 30 NOV – Il procuratore della
Repubblica di Vibo Valentia Camillo Falvo e il direttore della
Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli Silvio Greco, hanno
firmato stamattina una protocollo d’intesa finalizzato a mettere
in campo azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno
dell’inquinamento delle acque interne e del mare. L’evento si è
svolto nella sala del magistrato alla presenza del comandante
della Capitaneria di Porto di Vibo Marina Massimiliano
Pignatale, e del comandante del Roan della Guardia di Finanza di
Vibo Alberto Catone.
Obiettivo dell’intesa è quello di individuare le cause
dell’inquinamento del mare lungo il tratto compreso tra l’area
industriale di Lamezia e il litorale di Nicotera, su un
perimetro di circa 100 km, oltre a sensibilizzare i cittadini
alla cultura dell’ambiente e alla tutela del mare.
«È necessario – si legge tra le carte del protocollo –
individuare sia i fattori di inquinamento che le criticità
dovute alla mancata e non corretta depurazione dei reflui in
specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua, che sono il
principale veicolo attraverso il quale l’inquinamento generato
da insufficiente depurazione arriva in mare». Il protocollo
prevede, dunque, un monitoraggio del fenomeno e dei fattori
inquinanti durante tutto l’anno solare e non solo nel corso
della stagione estiva in quanto si ritiene «necessaria un’opera
di prevenzione e controllo a tutela dell’ambiente, della salute
dei cittadini e dell’economia connessa allo sfruttamento
turistico».
A questo accordo seguirà un ulteriore protocollo operativo
con le forze di polizia giudiziaria e, in particolare, con la
Capitaneria di Porto e con la Sezione navale della Guardia di
Finanza di Vibo Marina che potranno quindi avvalersi nelle loro
indagini delle eccellenze scientifiche fornite dalla struttura
diretta dal professore Greco attraverso il coordinamento della
Procura della Repubblica guidata da Camillo Falvo.
«Il nostro auspicio – ha affermato Falvo – è capire quali
siano i fattori inquinanti e risolvere il problema a monte con
la prevenzione e non solo con la repressione che in questi anni,
come abbiamo visto, non è stata risolutiva. E in tutto questo,
anche la politica deve fare la propria parte perché ci sono
molti depuratori che spesso sono fermi o ormai inservibili e
questo finisce col provocare un danno all’ambiente».
Dello stesso avviso il prof. Greco per il quale «bisogna
iniziare a verificare lo stato dell’arte. Ho avuto degli
incontri preliminari con la presidenza della Regione che mi
sembra particolarmente ben disposta verso questa tematica. Ci
sono ancora nodi gordiani da sciogliere come quelli degli
impianti obsoleti o fermi che bisognerà ristrutturare e i Comuni
devono pensare a consorziarsi». (ANSA).

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