Magistrato arrestato, il Ministero si costituisce parte civile

(ANSA) – CATANZARO, 30 GIU – Il ministero della Giustizia si
é costituito parte civile, attraverso l’Avvocatura dello Stato,
chiedendo cinque milioni di risarcimento danni, nel processo
“Genesi», istruito dalla Dda di Salerno ed in corso nella città
campana che vede imputati Marco Petrini, ex giudice della Corte
d’Appello di Catanzaro ed ex presidente della Commissione
tributaria provinciale, accusato di corruzione aggravata.
Insieme a Petrini sono imputati nel processo l’avvocato
Francesco Saraco ed Emilio Santoro, detto Mario, considerato il
trait d’union tra il magistrato e i suoi corruttori.
Gli imputati, in particolare, sono accusati di cinque ipotesi
di corruzione in atti giudiziari per avere, a vario titolo,
elargito e accettato somme di denaro e regali di vario genere in
cambio di interventi illeciti su processi pendenti davanti alla
Corte d’Appello.
Nel corso dell’udienza di oggi la difesa di Petrini e di
Santoro, rappresentata dagli avvocati Agostino De Caro,
Francesco Calderaro e Michele Gigliotti, ha sollevato eccezione
sulla necessità di avere la discovery di alcuni verbali non
prodotti nel procedimento in corso. Eccezione accolta dal gup
Vincenzo Pellegrino che ha rinviato l’udienza al 24 settembre,
giorno in cui verrà riunito il procedimento contro il giudice
Petrini che riguarda un’ipotesi di corruzione in cambio di
favori sessuali.
La difesa di Petrini ha annunciato che il giudice, oggi
assente per motivi di salute, nel corso della prima udienza
utile renderà dichiarazioni spontanee. (ANSA).

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