L’imprenditore Pesce arrestato per riciclaggio parlava con l’avvocato Giancarlo Pittelli

ANSA) – MILANO, 25 GIU – «Lui deve stare fermo e zitto
adesso». Così l’imprenditore Nicolò Maria Pesce, arrestato oggi
per riciclaggio di oltre 17 milioni di euro della maxi truffa
sui diamanti, parlava con l’avvocato Giancarlo Pittelli, ex
senatore di Forza Italia arrestato lo scorso dicembre per
concorso esterno in associazione mafiosa in un’inchiesta della
Dda di Catanzaro.
Come emerge dall’ordinanza di custodia in carcere per Pesce,
firmata dal gip Anna Calabi, l’imprenditore era a conoscenza
“delle vicende giudiziarie» in cui era coinvolto Maurizio
Sacchi, amministratore di Dpi e principale protagonista
dell’inchiesta sui diamanti, e parlava con Pittelli che era il
legale dello stesso Sacchi, tra gennaio e febbraio 2019. In
particolare, il 19 febbraio dello scorso anno Pittelli
“informava» Pesce di un sequestro preventivo: «Dpi sequestrata
… questa mattina … un gran casino c’è anche il riciclaggio
(…) quindi fai attenzione». E ancora: «La questione di Sacchi
è molto molto seria e lui non capisce nulla». E Pesce replicava:
“Lui deve stare fermo e zitto adesso».
Pesce è accusato di aver ricevuto «in più tranche» da Sacchi,
per conto delle società a lui riconducibili, Magifin e Magifin
Immobiliare, oltre 20 milioni di euro. Soldi che, si legge
nell’ordinanza, transitando dai conti della Kamet, società di
Pesce, «venivano trasferiti» sui conti «delle società del gruppo
Grenade», riconducibile sempre all’imprenditore. (ANSA).

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