Lavoro: Orsomarso “tirocinanti problema che viene da lontano”

(ANSA) – CATANZARO, 28 AGO – «La precaria situazione dei
tirocinanti, in Calabria un esercito di 7 mila lavoratori
impegnati negli uffici giudiziari, nelle strutture del Mibact e
del Miur, negli enti locali con i Tis, è un problema che viene
da lontano, e in particolare da quando il ministro Poletti nel
2016 blocca la mobilità in deroga e prevede la migrazione del
bacino verso le politiche attive con risorse delle Regioni». Lo
afferma, in una nota, Fausto Orsomarso, assessore regionale al
Lavoro.
«L’ipotesi di una formazione finalizzata al reinserimento
lavorativo – prosegue Orsomarso – non è accompagnata però dalla
previsione di procedure concorsuali nelle quali poter spendere
questi titoli formativi. Un errore a monte nell’accordo tra
Governo centrale e Regioni, che per la Calabria ad esempio ha
comportato una spesa di 100 milioni in politiche attive negli
ultimi 4 anni, senza una previsione di effettivi sbocchi
occupazionali e senza una norma che consentisse di rinnovare le
politiche attive per gli stessi lavoratori. Per questo,
riflettendo con una rappresentanza di lavoratori, ho espresso
l’opinione che se fin dall’inizio si fosse pensato di attivare i
tirocini nel settore privato oggi molti avrebbero un lavoro e
una retribuzione dignitosa, e non un rimborso del tutto
inadeguato all’attività effettivamente svolta negli uffici
pubblici, che in molti casi appare una forma di sfruttamento
legalizzato. Se ci sono state promesse non mantenute, non sono
certo addebitabili a questo Governo regionale, che ha affrontato
il problema con attenzione e serietà».
«Appena insediato, in piena emergenza covid – sostiene
l’assessore regionale al Lavoro – ho attivato da subito una
misura straordinaria di supporto al reddito per dare un sostegno
ai lavoratori completamente dimenticati dal Governo nazionale,
riuscendo ad erogare un sussidio di 500 euro una tantum
utilizzando insieme al collega al welfare Gianluca Gallo un
fondo di politiche sociali. Anche per quanto riguarda i
tirocinanti impegnati nei comuni, la struttura che abbiamo messo
in campo non ha accumulato neppure un minuto di ritardo
nell’invio dei dati all’Inps. E’ evidente che, sul tema dei
tirocinanti così come su quello del precariato storico, la parte
decisiva deva farla il Governo nazionale. In una conference-call
con il ministro del Lavoro, che a fine settembre potrebbe essere
in Calabria, abbiamo ipotizzato un percorso che possa dare la
possibilità ai tirocinanti della Giustizia di riconoscere un
titolo da far valere nei nuovi concorsi del ministero,
considerato che dal confronto tra Regione, Corti d’Appello e
Ministero è emersa l’impossibilità di proseguire i tirocini. Ho
suggerito anche la possibilità di utilizzare risorse del
recovery fund per potenziare l’organico pubblico prevedendo una
riserva nei concorsi per chi ha svolto i percorsi formativi».
Per Orsomarso «bisogna che il Governo nazionale,
confrontandosi con le regioni e le organizzazioni sindacali,
indichi una soluzione per il vasto bacino dei tirocinanti, e
costruisce politiche attive finalizzate a creare lavoro vero e
dare opportunità concrete anche i giovani disoccupati. Intanto
nei giorni scorsi ho già sentito le principali sigle sindacali
per concordare un incontro, e ho convocato un tavolo sulle
questioni che riguardano i tirocinanti e il precariato per il
prossimo 7 settembre in cittadella». (ANSA).

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