Lamezia: Confermata sorveglianza speciale per esponente cosca Giampà

Catanzaro, 14 ott. (Adnkronos) – I giudici del Tribunale di Catanzaro hanno confermato, per la durata complessiva di 5 anni, la misura di prevenzione della sorveglianza speciale emessa nel marzo del 2016 nei confronti di un esponente di spicco della cosca Giampà di Lamezia Terme. L’esecuzione della misura era stata sospesa in conseguenza della sottoposizione dell’uomo a detenzione per espiazione pena. La legislazione antimafia, si legge in un comunicato della Questura di Catanzaro, “prevede, infatti, la sospensione dell’esecuzione della sorveglianza speciale di P.S. in caso di detenzione del sottoposto per espiazione di una pena e, all’atto della cessazione dello stato di detenzione, qualora la pena abbia avuto la durata di almeno due anni, la necessità che il Tribunale provveda a verificare la persistenza della pericolosità sociale del soggetto”.
I giudici della Sezione Misure di Prevenzione, dunque, “in merito all’istanza di rivalutazione circa la persistenza della pericolosità sociale depositata dalla Divisione Anticrimine della Questura di Catanzaro, hanno ritenuto che il breve periodo di tempo trascorso in stato di libertà non può ritenersi sufficiente a dimostrare la totale perdita di contatto” dell’esponente della cosca “con gli ambienti della criminalità organizzata, anche in considerazione del fatto che nel passato il predetto non ha dimostrato di aver mutato il proprio stile di vita in conseguenza dei provvedimenti restrittivi subiti sin dalla giovane età”.
Pertanto i giudici, ritenendo che il soggetto, “già esponente di spicco della cosca Giampà attiva in Lamezia Terme e tratto in arresto nell’ambito delle operazioni Medusa e Perseo, non abbia mai reciso i suoi legami con la consorteria di appartenenza, hanno ordinato l’esecuzione della misura della sorveglianza speciale di P.S. che prevede alcune restrizioni della libertà personale, come il divieto di uscire di casa in orari serali, il divieto di frequentare pregiudicati e di allontanarsi dal comune di residenza senza autorizzazione”.
(Lro/Adnkronos)

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