La Camera approva il decreto legge sulla Sanità in Calabria, ora il testo passa al Senato

(ANSA) – ROMA, 10 DIC – L’Aula della Camera ha approvato con
246 voti a favore, 119 contrari e tre astenuti il decreto legge
sulla Sanità in Calabria. Il testo stabilisce le funzioni del
Commissario ad acta nominato dal Governo, chiamato ad attuare
gli obiettivi previsti nei programmi operativi di prosecuzione
del piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario
regionale della Regione Calabria; a svolgere, ove delegato, i
compiti di rafforzamento strutturale
della rete ospedaliera del Servizio sanitario con l’adozione di
specifici piani di riorganizzazione per far fronte all’emergenza
COVID-19 e ad assicurare l’attuazione delle misure del decreto.
Il commissario potrà nominare Commissari straordinari per gli
enti del servizio sanitario della Regione Calabria scegliendoli
anche nell’ambito dell’elenco nazionale dei soggetti idonei alla
nomina di
direttore generale delle aziende sanitarie locali, delle aziende
ospedaliere e degli altri enti del Servizio
sanitario nazionale, anche in quiescenza, di comprovata
competenza ed esperienza, in particolare in materia di
organizzazione sanitaria e di gestione aziendale. L’articolo 3
contiene, con riferimento alla Regione Calabria, disposizioni
transitorie in materia di: appalti, servizi e forniture per gli
enti del Servizio sanitario regionale; programma operativo per
la gestione dell’emergenza da COVID-19; edilizia sanitaria.
Il Consiglio dei ministri potrà aggiornare il mandato
commissariale anche in relazione ai compiti affidati al
Commissario ad acta nominato.
Una parte del Dl prevede una deroga, per l’anno in corso,
alla disciplina relativa ai termini entro i quali
hanno luogo le consultazioni elettorali per il rinnovo degli
organi elettivi delle regioni a statuto ordinario, a motivo
della gravità del quadro epidemiologico sul territorio
nazionale. Viene disposto che, «limitatamente al 2020», le
elezioni degli organi elettivi delle regioni a statuto ordinario
si svolgano non prima di novanta giorni e non oltre i
centocinquanta giorni successivi, o nella domenica compresa nei
sei giorni ulteriori, alle circostanze che rendono necessario il
rinnovo. La disciplina si applica con riguardo sia agli organi
già scaduti, sia a quelli per i quali si verifichino le
condizioni per il rinnovo entro il 31 dicembre
2020. La regione Calabria è al momento l’unica regione
interessata dalla disposizione. Vengono poi prorogati i poteri
del Consiglio e della Giunta in carica, che potranno continuare
ad essere esercitati fino alla data dell’insediamento dei nuovi
organi elettivi secondo le specifiche disposizioni dei
rispettivi Statuti, nel rispetto delle prerogative regionali.
Gli organi scaduti sono tenuti a in ogni caso a garantire ogni
utile iniziativa, anche legislativa, necessaria a far fronte a
tutte le esigenze connesse all’emergenza sanitaria. (ANSA).

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