Il consigliere regionale Aieta indagato per corruzione si autosospende dal Pd

“Sono indagato dall’autorità giudiziaria”. Lo ha affermato ieri in serata il neo consigliere regionale del Pd, Giuseppe Aieta, sotto inchiesta per corruzione elettorale.
“A seguito della notifica della proroga di indagini preliminari a mio carico – aggiunge -, pochi giorni addietro, per il tramite del mio difensore di fiducia, avevo richiesto all’autorità giudiziaria inquirente di essere ascoltato in ordine ad ogni eventuale contestazione. In data odierna, previo appuntamento, mi sono recato presso la procura della Repubblica di Paola per essere ascoltato. E in tale circostanza che ho appreso di essere indagato per corruzione unitamente all’avvocato Pino Capalbo, sindaco di Acri, al dott. Giovanni Pirillo, sindaco di Longobucco, al dott. Giuseppe Chiaradia, titolare di una casa di riposo sita in Corigliano – Rossano, ed al signor Emilio Morelli di Roggiano. Ritengo allora necessario e doveroso chiarire la vicenda, pubblicando integralmente le contestazioni mosse nei confronti della mia persona, per dovere di trasparenza che la funzione che ricopro mi impone”.

“Ho spiegato e chiarito all’autorità giudiziaria ogni contestazione punto per punto – prosegue Aieta -, continuerò, come la mia storia umana e politica dimostra, ad impegnarmi nelle giuste battaglie politiche con la determinazione di sempre, così come continuerò ad avere pieno rispetto e fiducia nei confronti della magistratura. Al fine di evitare che questa vicenda possa sortire strumentalizzazioni, preannuncio la mia decisione di autosospendermi dal Pd fino a quando non sarà chiarita la mia posizione. Con la consapevolezza che questo accadrà”.
(Lro/Adnkronos)

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