Granato (5stelle): “Valutare lo scioglimento del Consiglio comunale di Catanzaro”

(ANSA) – CATANZARO, 03 DIC – «Dal giorno dell’arresto del
presidente del consiglio regionale Domenico Tallini ad oggi
continuano ad essere messi al setaccio i 21 faldoni relativi
all’inchiesta della Procura di Catanzaro denominata ‘Farma
Business’. Ne viene fuori un carteggio inquietante di cui la
stampa continua a dare ampio risalto, che svela collusioni tra
‘ndrangheta, imprenditoria e politica, e un protagonismo di
consiglieri comunali in carica che nel corso degli anni, grazie
al sodalizio con Tallini, hanno costruito campagne elettorali e
vittorie al Comune attualmente retto dal sindaco Sergio Abramo e
dal centrodestra recentemente ricompattato». Lo afferma in una
nota la senatrice M5S Bianca Laura Granato.
«La magistratura – prosegue – svolge il proprio compito, ma
c’è una sfera che va oltre l’attesa dell’accertamento
giudiziario che è quello legato all’opportunità etica e morale
su cui l’Amministrazione comunale dovrebbe interrogarsi nella
scelta di rimanere tra gli scranni di Palazzo de Nobili a
governare una città che merita molto di più. Prima di tutto i
catanzaresi meritano rispetto. Ecco perché ho depositato una
interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno Lamorgese,
in cui chiedo ‘se non reputi opportuno, nell’ambito delle
proprie competenze, sollecitare le autorità amministrative
competenti a verificare l’emersione degli elementi di cui
all’articolo 143, comma 1, del Tuel, relativi ai collegamenti
diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo
mafioso o similare, nel comune di Catanzarò».
Nell’interrogazione, è scritto in una nota, si fa presente
che lo scioglimento dei consigli comunali viene disposto laddove
emergano elementi «concreti, univoci e rilevanti» su
collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata
di tipo mafioso o similare degli amministratori locali ovvero su
forme di condizionamento dei medesimi che comportino
un’alterazione del procedimento di formazione della volontà
degli organi elettivi ed amministrativi, causando la
compromissione di principi costituzionali di buon andamento e
imparzialità, nonché il regolare funzionamento dei servizi
amministrativi o che risultino tali da incidere negativamente,
in modo rilevante, sullo stato della sicurezza pubblica».
«Come emerso dagli atti dell’inchiesta afferma la Granato –
in ogni caso, al centro dell’attenzione della magistratura
catanzarese vi sarebbero anche presunti collegamenti con le
procedure elettorali amministrative nel comune capoluogo per il
‘rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del sindaco di
Catanzaro, 11 – 25 giugno 2017’, nonché ‘le elezioni regionali
del 26 gennaio 2020 e le elezioni politiche nazionali del 4
marzo 2018’; in tal caso, all’esito dei necessari accertamenti,
potrebbe trovare applicazione, per il comune di Catanzaro, anche
la misura di cui all’articolo 143 del Tuel, oltre ai rilievi di
natura penale (personali). Resta fermo, difatti, che l’istituto
dello scioglimento ex art. 143 Tuel prescinda dall’eventuale
necessaria correlazione con profili di natura penalistica,
avendo natura autonoma». (ANSA).

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