Giustizia: appello Dda contro domiciliari a Pittelli

(ANSA) – CATANZARO, 21 FEB – La Dda di Catanzaro ha proposto
appello al Tribunale del Riesame perché venga disposta la
riapplicazione della custodia cautelare in carcere a carico
dell’avvocato Giancarlo Pittelli, ex parlamentare di Forza
Italia, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa nel
processo «Rinascita Scott» contro le cosche vibonesi in corso
nell’aula bunker di Lamezia Terme.
L’appello della Dda, sottoscritto dal Procuratore Nicola
Gratteri e dai sostituti Antonio De Bernardo, Annamaria Frustaci
e Andrea Mancuso, é finalizzato a chiedere la revoca della
decisione presa il 9 febbraio scorso del Tribunale di Vibo
Valentia di concedere i domiciliari a Pittelli, già detenuto nel
carcere di Melfi (Potenza).
Secondo la Procura, il Tribunale di Vibo Valentia ha deciso
sulla scarcerazione di Pittelli «senza nemmeno attendere
l’intero decorso dei due giorni successivi previsti affinché
l’ufficio del Pubblico ministero esprimesse il suo parere».
Parere che, «qualora fosse stato atteso – sostiene la Dda –
avrebbe consentito al Tribunale di Vibo Valentia di valutare
anche i contenuti dell’informativa» dei carabinieri del Ros di
Roma «dalla quale si può agevolmente evincere – afferma ancora
la Procura distrettuale – come non si sia aggravato soltanto il
quadro indiziario a carico di Pittelli, ma anche quello delle
esigenze cautelari».
Sono tre le motivazioni sulle quali l’accusa fonda l’appello:
“avere trasmesso una missiva ad un soggetto terzo», cioè al
ministro Mara Carfagna, violando così «il divieto
d’interlocuzione con soggetti diversi da quelli con lui
conviventi”; il coinvolgimento di Pittelli nell’inchiesta «Mala
Pigna» della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria
e la cosiddetta «truffa dei diamanti» in cui l’ex parlamentare é
coinvolto.
La Dda fa anche riferimento ad un’informativa di reato della
Guardia di finanza di Catanzaro, depositata il 5 novembre del
2021, riguardo la gestione della società «AT Alberghiera
Turistica». In questa vicenda Pittelli, «socio e amministratore
di fatto – sostiene la Dda – della società, a partire dal 2018
aveva posto in essere condotte distrattive, che, in presenza di
una dichiarazione di fallimento, integrano il reato di
bancarotta fraudolenta per distrazione, in danno del creditore
(nel caso di specie, la Regione Calabria)». (ANSA).

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