Gino Strada: “In Calabria per aiutare chi affronta l’emergenza”

CATANZARO (ITALPRESS) – “Spero che la politica non arrivi a condizionare il nostro lavoro, che non è quello di rimettere in sesto la sanità calabrese, ma di aiutare chi ha bisogno adesso di affrontare l’emergenza covid. Le premesse per lavorare ci sono tutte, verificheremo nei prossimi giorni”. Lo ha detto il fondatore di Emergency in una conferenza stampa online dopo l’avvio dell’intervento a Crotone. “Non si tratta di un ospedale da campo, abbiamo preso in consegna parte dell’ospedale in muratura, ci stiamo allestendo un reparto covid con una trentina di letti che sarà ultimato entro un paio di giorni e dovrebbe essere sufficiente per far fronte alle richieste” spiega. “Abbiamo montato anche due tende all’esterno con letti pronti ad accogliere pazienti in condizioni confortevoli, nel caso di estrema necessità e di nuove ondate non ci troveremo impreparati. Opereranno una decina di medici di emergency, il reparto potrà trattare pazienti di bassa e media intensità. Porteremo anche nostri infermieri e oss, ma l’ospedale di Crotone ha personale sufficiente per poterne dislocare alcuni a lavorare sul covid”. L’impegno riguarderà anche il resto del territorio calabrese: “Stiamo immaginando di poter mettere in piedi delle unità mobili, delle USCA, medici e infermieri per assistenza sul territorio a nuovi malati o positivi bisognosi di attenzione” ha aggiunto Strada.

“Credo che quello di Crotone sia il primo passo, sarà il commissario ad indicarci nuove priorità e aree di intervento. In Calabria la sanità pubblica avrebbe a disposizione i soldi necessari, ma non se li ritrovano perchè una fetta consistente finisce nelle tasche del privato come profitto. Serve una rivoluzione della sanità pubblica calabrese, ma è un discorso ampio che coinvolge la politica con le sue responsabilità decennali. La sanità occupa il 70 per cento del bilancio regionale, una cosa unica al mondo, sarebbe bello se non finissero nelle mani sbagliate. E’ un problema che l’Italia deve affrontare non solo per la Calabria” afferma.

“Il 94 per cento delle persone in Calabria si cura a casa, se si riesce a sviluppare una rete territoriale si può diminuire il numero di chi ha bisogno di essere ricoverato. C’è una forte volontà di continuare a non abbassare la guardia e a pensare più a lungo termine per non trovarci di fronte a sorprese. C’è la nostra disponibilità a intervenire dove ci sia bisogno, resterò questa settimana in Calabria, ma quella di Emergency non è una presenza spot”. Riguardo alla situazione più generale della sanità regionale, Strada ha detto “incontrerò il commissario Longo nei prossimi giorni e discuteremo sul da farsi. Gli ospedali chiusi rappresentano una situazione paradossale, sono anni che questo succede in un contesto che avrebbe bisogno di poter garantire ai cittadini la possibilità di curarsi vicino casa, anzichè affrontare viaggi della speranza”.

Sulla gestione dell’emergenza covid, Strada ha sottolineato che “la pandemia ha messo a nudo il re, si è scoperta la fragilità di un sistema che negli anni è andato via via sempre più impoverendosi per l’ingresso massivo del profitto nella medicina. La salute è diventata una merce a pagamento per chi può permetterselo. Una cosa che ha suscitato la consapevolezza del fatto che sia indispensabile tornare ad una sanità pubblica, qui evanescente. Credo che la sanità privata abbia diritto di cittadinanza purchè rispetti le regole, ma altrettanto credo che debba svolgere il proprio ruolo con i suoi soldi, non con quelli della sanità pubblica. Spezzare questo legame consentirebbe di far venire meno gli investimenti di chi vuol far soldi o ha intrallazzi con la politica e la malavita, un passo che ci riporterebbe ai tempi in cui il nostro sistema era considerato tra i migliori al mondo, ma è una decisione che riguarda la politica” ribadisce il fondatore di Emergency.

Sulla mancata nomina a commissario, Strada ha ribadito: “Non mi è stato mai chiesto, nè l’ho chiesto io, non mi vedo neanche in quella funzione. Nel caso avrei dovuto mettere in piedi una squadra di specialisti, manager, avvocati, non è nelle mie corde e non è una esperienza che ho mai fatto”. Riguardo, invece, alle parole espresse sul suo conto dal presidente facente funzione della Regione Calabria, Nino Spirlì, il fondatore di Emergency ha risposto: “Non faccio il missionario in Afghanistan, in Calabria il nostro ambulatorio di Polistena lavora da diversi anni nonostante non l’attuale presidente non se ne sia mai accorto. Non so se avrò il piacere di incontrare Spirlì, ma non mi creerebbe nessun problema”.

“Abbiamo montato anche due tende all’esterno con letti pronti ad accogliere pazienti in condizioni confortevoli, nel caso di estrema necessità e di nuove ondate non ci troveremo impreparati. Opereranno una decina di medici di emergency, il reparto potrà trattare pazienti di bassa e media intensità. Porteremo anche nostri infermieri e oss, ma l’ospedale di Crotone ha personale sufficiente per poterne dislocare alcuni a lavorare sul covid”. L’impegno riguarderà anche il resto del territorio calabrese: “Stiamo immaginando di poter mettere in piedi delle unità mobili, delle USCA, medici e infermieri per assistenza sul territorio a nuovi malati o positivi bisognosi di attenzione” ha aggiunto Strada. “Il 94 per cento delle persone in Calabria si cura a casa, se si riesce a sviluppare una rete territoriale si può diminuire il numero di chi ha bisogno di essere ricoverato. C’è una forte volontà di continuare a non abbassare la guardia e a pensare più a lungo termine per non trovarci di fronte a sorprese. C’è la nostra disponibilità a intervenire dove ci sia bisogno, resterò questa settimana in Calabria, ma quella di Emergency non è una presenza spot”. Riguardo alla situazione più generale della sanità regionale, Strada ha detto “incontrerò il commissario Longo nei prossimi giorni e discuteremo sul da farsi. Gli ospedali chiusi rappresentano una situazione paradossale, sono anni che questo succede in un contesto che avrebbe bisogno di poter garantire ai cittadini la possibilità di curarsi vicino casa, anzichè affrontare viaggi della speranza”.

“Credo che quello di Crotone sia il primo passo, sarà il commissario ad indicarci nuove priorità e aree di intervento. In Calabria la sanità pubblica avrebbe a disposizione i soldi necessari, ma non se li ritrovano perchè una fetta consistente finisce nelle tasche del privato come profitto. Serve una rivoluzione della sanità pubblica calabrese, ma è un discorso ampio che coinvolge la politica con le sue responsabilità decennali. La sanità occupa il 70 per cento del bilancio regionale, una cosa unica al mondo, sarebbe bello se non finissero nelle mani sbagliate. E’ un problema che l’Italia deve affrontare non solo per la Calabria” afferma. Sulla gestione dell’emergenza covid, Strada ha sottolineato che “la pandemia ha messo a nudo il re, si è scoperta la fragilità di un sistema che negli anni è andato via via sempre più impoverendosi per l’ingresso massivo del profitto nella medicina. La salute è diventata una merce a pagamento per chi può permetterselo. Una cosa che ha suscitato la consapevolezza del fatto che sia indispensabile tornare ad una sanità pubblica, qui evanescente. Credo che la sanità privata abbia diritto di cittadinanza purchè rispetti le regole, ma altrettanto credo che debba svolgere il proprio ruolo con i suoi soldi, non con quelli della sanità pubblica. Spezzare questo legame consentirebbe di far venire meno gli investimenti di chi vuol far soldi o ha intrallazzi con la politica e la malavita, un passo che ci riporterebbe ai tempi in cui il nostro sistema era considerato tra i migliori al mondo, ma è una decisione che riguarda la politica” ribadisce il fondatore di Emergency.

Sulla mancata nomina a commissario, Strada ha ribadito: “Non mi è stato mai chiesto, nè l’ho chiesto io, non mi vedo neanche in quella funzione. Nel caso avrei dovuto mettere in piedi una squadra di specialisti, manager, avvocati, non è nelle mie corde e non è una esperienza che ho mai fatto”. Riguardo, invece, alle parole espresse sul suo conto dal presidente facente funzione della Regione Calabria, Nino Spirlì, il fondatore di Emergency ha risposto: “Non faccio il missionario in Afghanistan, in Calabria il nostro ambulatorio di Polistena lavora da diversi anni nonostante non l’attuale presidente non se ne sia mai accorto. Non so se avrò il piacere di incontrare Spirlì, ma non mi creerebbe nessun problema”. (ITALPRESS).

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