Fondi destinati al contrasto dell’emergenza coronavirus: Spirlì: “La Regione ha fatto fino in fondo la sua parte”

(ANSA) – CATANZARO, 27 OTT – «In merito all’utilizzo dei
fondi destinati al contrasto dell’emergenza coronavirus, la
Regione ha fatto fino in fondo la sua parte, impegnando i 45
milioni a disposizione». Lo afferma il presidente facente
funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì. «Gli ulteriori 54
milioni previsti dal Decreto Rilancio – continua – saranno
gestiti direttamente dalle aziende sanitarie e ospedaliere
individuate come soggetti attuatori dei singoli interventi».
Nello specifico, Spirlì comunica che, finora, «alla Regione
Calabria sono stati accreditati 45.085.876, risorse contenute
nei decreti legge 14 e 18 del 2020. Di questi, 7.993.950 sono
stati impegnati per la remunerazione di lavoro del personale del
Servizio sanitario regionale, della dirigenza e del comparto,
direttamente impiegato nelle attività di contrasto all’emergenza
covid; mentre 3.197.580 euro sono stati destinati alle
assunzioni, da parte delle aziende sanitarie, degli infermieri
scolastici e di altro personale delle professioni sanitarie. Le
aziende del Ssr – aggiunge Spirlì – sono state, inoltre, già nel
mese di marzo, autorizzate ad assumere personale per 18.040.000.
Gli ulteriori 15 milioni risultano già spesi per acquisti
accentrati (dall’acquisizione di dispositivi di protezione
individuale ai reagenti, dai tamponi alle apparecchiature
sanitarie) e, per una parte, sono stati rendicontati dalle
singole aziende. Anche i 54 milioni previsti dal decreto
Rilancio, che prevede, tra l’altro, il rafforzamento delle
terapie intensive, saranno gestiti dalle singole aziende
sanitarie, che sono state individuate dal commissario
straordinario Arcuri, con ordinanza del 9 ottobre, quali
soggetti attuatori degli interventi previsti nel piano. La
Regione, quindi, ancora una volta, è stata esautorata dalla
gestione degli interventi. Le risorse del decreto Rilancio,
infatti, saranno inserite nella programmazione sanitaria e nel
nuovo programma operativo covid che i ministeri affiancanti
(ministero della Salute e Mef) hanno stabilito (ribadendolo
nell’ultimo tavolo di monitoraggio del 9 ottobre) in capo alla
struttura commissariale. È perciò evidente che la Regione, in
questo ambito, non abbia alcuna possibilità di intervento».
«Siamo dunque riusciti – conclude Spirlì – a contrastare gli
effetti del Covid in una situazione nella quale la Regione non
aveva una gestione diretta di tutta la rete sanitaria. Tutto
questo è avvenuto a causa dell’oltremodo punitivo decreto
Calabria, peraltro in scadenza. L’auspicio è che non venga
rinnovato ma, in ogni caso, va sottolineato come, pur senza
avere un controllo diretto sulla sanità, la Regione abbia fatto
tutto quello che era in suo potere». (ANSA).

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