Elezioni Calabria: Tansi, “ambulanti ignorati, sono al collasso”

(ANSA) – CATANZARO, 22 FEB – «Oggi devo e voglio occuparmi di
un’intera categoria messa letteralmente in ginocchio dai nefasti
effetti della pandemia, ma anche dall’immobilismo della
politica. Soprattutto in ambito calabrese. Mi riferisco agli
ambulanti che hanno sempre lavorato nei pressi dei centri
commerciali o in occasione di fiere e mercatini, adesso vietati
a causa del Covid». Lo afferma, in una nota, Carlo Tansi, leader
di Tesoro Calabria e candidato alla Regione.
«Centinaia di madri e padri di famiglia – prosegue Tansi –
che da mesi lanciano un grido d’allarme finora rimasto purtroppo
inascoltato a cui io penso con preoccupazione e dispiacere. In
particolare ora che si approssima la ricorrenza di San Giuseppe
in cui in molte località della Calabria, fra cui Cosenza, si
organizzava un evento con decine di stand e banchi dedicati alla
vendita. Dall’anno scorso, però, non più permesso così come
tutti gli appuntamenti simili mentre i titolari delle bancarelle
corrono il serio pericolo di morire di fame. A riguardo faccio
cenno a quanto registrato ieri a Soriano dove si devono fare i
conti con la mazzata abbattutasi sulla fiorente economia locale,
legata in modo esclusivo alla produzione artigianale e
commercializzazione dei dolci tipici regionali e alla
lavorazione di vimini e ceramiche».
«Settori quasi azzerati dallo tsunami Sars-Cov-2 – sostiene
il leader di Tesoro Calabria – con circa 200 famiglie a rischio
di finire a breve sul lastrico. Ecco perché mi sono recato
proprio lì ad ascoltare le istanze dei titolari delle varie
aziende, messe in ginocchio dalle disposizioni della serie di
decreti contenenti misure anticontagio. Certo, so bene come il
Coronavirus rappresenti una minaccia per la salute pubblica e
vada quindi combattuto con il massimo rigore. Ma il divieto
assoluto di vendere alimenti e oggetti in occasione di mercati
rionali ovvero feste e sagre che di fatto da fine marzo
consentivano ad esempio il commercio di mostaccioli e sedie in
vimini ovvero di ceramiche, di cui Soriano è diciamo così la
patria calabrese, in tutte le manifestazioni pasquali prima, e
primaverili ed estive poi, ha finito con il soffocare un ramo
della piccola imprenditoria locale. Malgrado ciò, nessun aiuto è
stato concesso a questi commercianti, così come non è stato dato
agli ambulanti completamente dimenticati, salvo qualche
‘briciolà servita a poco o nulla. Tanto che qualcuno degli
operatori economici ha rimarcato esasperato in un video in cui
era con me come il presidente Spirlì non si sia fatto vedere
forse perché ‘al corrente che la sua Lega i fondi li farà
destinare quasi interamente al Nord».
«Latitanti, però – conclude tansi – sono pure stati gli
altri esponenti della Giunta regionale, che in questo momento
staranno solo pensando alle candidature e ai posti da
rioccupare. Parola non mia, bensì degli imprenditori sorianesi
che appaiono ormai al collasso». (ANSA).

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