Dissequestrati i beni di Amedeo Matacena e dell’ex moglie

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 23 FEB – La Corte d’Assise
d’Appello di Reggio Calabria, presieduta dal giudice Roberto
Lucisano, ha revocato il sequestro preventivo e la confisca di
tutti i beni Amedeo Matacena e di Chiara Rizzo. È stato
accolto, in sostanza, l’appello formulato dagli avvocati Candido
Bonaventura, Corrado Politi ed Enzo Caccavari in merito al
sequestro disposto nel dicembre 2017 nei confronti dell’ex
parlamentare di Forza Italia e della sua ex moglie nell’ambito
dell’inchiesta «Breakfast».
I sigilli, all’epoca, avevano interessato 25 immobili, navi,
conti correnti e società di cui 4 con sede nel territorio
nazionale (Villa San Giovanni, Reggio Calabria e Roma) e 8
all’estero (Isole Nevis, Portogallo, Panama, Liberia e Florida).
Complessivamente a Matacena, condannato per concorso esterno in
associazione mafiosa e attualmente latitante a Dubai, erano
stati sequestrati beni per un totale di oltre 10 milioni di
euro.
“Gli accertamenti eseguiti dai periti d’ufficio – è scritto
nella sentenza – non contrastati da deduzioni ed osservazioni
provenienti dall’Ufficio proponente la misura, inducono a
concludere che non è concretamente ravvisabile il requisito
della sproporzione tra le entrate documentate del soggetto
investito della procedura e beni nella disponibilità dello
stesso».
Dopo oltre 4 anni di processo, secondo i giudici, è stato
definitivamente accertato che l’ingente patrimonio della
famiglia Matacena non era per nulla sproporzionato rispetto alle
entrate ed ai redditi familiari».
Nel corso dell’istruttoria, la Corte di Assise aveva già
restituito a Chiara Rizzo il saldo di un conto corrente, di
oltre 800mila euro, che l’ex consorte di Matacena aveva acceso
alle Seychelles. (ANSA).

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