“Delibera Asp su ospedale di Lamezia atto arrogante”

(ANSA) – CATANZARO, 27 AGO – «La deliberazione n. 496 del 25
agosto scorso assunta dalla Commissione straordinaria dell’Asp
di Catanzaro è un atto irriguardoso e arrogante nei confronti
della città di Lamezia e del suo vasto hinterland». E’ quanto
afferma, in una nota, il deputato della Lega Domenico Furgiuele
in relazione alla decisione assunta in merito alla
“riclassificazione del Laboratorio di Patologia clinica del
Presidio ospedaliero di Lamezia Terme da Struttura complessa a
Struttura semplice; la trasformazione del Laboratorio di
Tossicologia e patologia clinica in mero Punto prelievo con
attività trasferita nel Laboratorio di Patologia clinica; il
trasferimento dell’attività del Laboratorio di Neurogenetica
afferente al Centro regionale di Neurogenetica al laboratorio
della Struttura complessa di Genetica dell’Azienda ospedaliera
universitaria ‘Mater Dominì di Catanzaro».
«Le scelte contenute nella delibera – prosegue Furgiuele
– denotano ancora una volta la lontananza siderale di certi
organismi commissariali dal tessuto sociale sui quali dovrebbero
invece operare con maggiore sensibilità. Ho sempre affermato che
non saranno certi burocrati, totalmente scollati dal territorio
e dalla realtà medica e ospedaliera oltre che privi, spesso,
delle conoscenze e competenze specifiche, a salvare il sistema
sanitario. Oggi affermo che la politica regionale deve riempire
di contenuti la sanità prima che l’azione insensibile e
sprovveduta di certuni finisca per creare disagi e anche danni
in termini di ordine pubblico».
«Perché – sostiene ancora il parlamentare – le umiliazioni
questo provocano: malessere sociale.
La politica e le istituzioni elettive non devono più ormai
limitarsi a contrastare scelte assolutamente negative come
l’ultima, ma devono unirsi per far cessare lo scuro periodo dei
commissari, la cui opera ha provocato disagio crescente.
Ovviamente quest’ultimo insulto sarà segnalato al parlamento e
al Ministero della Sanità. I commissari che governano la sanità
devono andare via, a tutti i livelli». (ANSA).

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