Covid: Tutti occupati i posti a intensiva del Policlinico Catanzaro

(ANSA) – CATANZARO, 06 NOV – «Dopo la prima fase, in cui
abbiamo ricoverato una cinquantina di pazienti Covid della Domus
Aurea e una decina da altre afferenti, hanno chiuso gli altri
piani che avevamo utilizzato per questi ricoveri e anche il
personale è stato dedicato ad altro». Lo ha detto all’ANSA il
professore Carlo Torti, direttore delle Malattie infettive del
Policlinico Universitario Mater Domini di Catanzaro riguardo
all’emergenza Covid. «Nella seconda fase – ha spiegato Torti –
ci hanno dato un emipiano con otto posti letto no Covid per
ricoverare i pazienti che non avevano più posto all’ospedale
Pugliese che intanto stava ricoverando i pazienti Covid perché
non si possono mischiare. Poi però tutto è saltato perché i
malati Covid sono aumentati e abbiamo dovuto aprire due emipiani
dedicati al Covid. In uno c’è la sub intensiva con i monitor
della Protezione civile, nell’altro un reparto medico». In
totale 20 posti letto, 12 nella sub intensiva e otto nella parte
medica. «Questo – ha aggiunto il professore – è il massimo delle
possibilità che ci hanno dato e attualmente sono tutti occupati.
Ieri ci è stato chiesto di ricoverare una paziente positiva e
non abbiamo potuto farlo».
Un problema che non riguarda solo i pazienti positivi al
Coronavirus. Il direttore del reparto di Malattie infettive del
Policlinico si chiede «dove potranno andare gli altri pazienti
infettivologici visto che tutti i reparti sono dedicati al
Covid? Questo è un altra grossa problematica, oltre
all’allungamento delle liste d’attesa ambulatoriali e di day
hospital. Nella mia specialità già c’è un problema perché
pazienti con tubercolosi, con l’Hiv, con altre infezioni
respiratorie diverse dal Covid trasmissibili come il Covid, dove
vanno a finire?».
Anche sul fronte del personale Carlo Torti ha ribadito come
“la buona notizia siano i continui bandi Co.co.co che vedono
l’adesione dei giovani perché hanno un forte senso etico morale,
c’è un problema però. Così facendo io ho personale giovane e
veloce, ma che va seguito perché senza esperienza. Come
dirigenti medici che possiamo dedicarci al Covid, siamo due
unità universitarie, con metà del tempo da dedicare
all’Università e l’altra all’assistenza. Sarebbe auspicabile per
questi giovani, almeno un contratto a tempo determinato o si
rischia che vadano via dopo aver acquisito esperienza. Non basta
prendere delle stanze metterci dentro un letto per costruire un
reparto, devi avere del personale formato».
Sul fronte infermieristico invece le unità sono 13. «Il
problema – ha concluso Torti – è che bastano per questi posti
letto. Se dovessero aggiungerne altri devono aumentare il
personale e incentivare l’assunzione per la quale sono stati
dati dei fondi che dovrebbero essere utilizzati anche per la
pianificazione, perché il Covid non ci abbandonerà domani».
(ANSA).

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