Covid: Spirlì “il Governo non sa che pesci prendere ormai da mesi”

Catanzaro, 18 dic. (Adnkronos) – “Pur rispettando la necessità e l’urgenza di bloccare e contrastare gli assalti del virus, è anche vero che non possiamo continuare a chiedere agli italiani non più sacrifici ma ormai rinunce totali. Quello che ci sembra veramente folle è questo continuo ondivagare del governo che non sa che pesci prendere ormai da mesi”. Lo ha detto a margine di una conferenza stampa il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì.
“Ormai sappiamo tutti che non possiamo fare i banchetti, che non ci saranno più le grandi tavolate, lo abbiamo imparato. I calabresi – ha aggiunto – hanno dimostrato ancora una volta non solo la loro disponibilità ma un incredibile buon senso che molto spesso in altre regioni non è stato dimostrato. I calabresi hanno dimostrato che sanno tenere bene le briglie a questo cavallo impazzito. I nostri numeri, grazie a Dio, sono veramente bassi, grazie al comportamento dei calabresi e grazie alla bravura dei nostri sanitari. Abbiamo 300 persone ricoverate e abbiamo 20 posti di terapia intensiva occupati. Vuol dire che tutto si è regolarizzato e non abbiamo quei numeri spaventosi che tutti quanti pensavano dovessero arrivare in Calabria”.

“Ci avevano assegnato la bandiera nera prima ancora di vedere in che condizioni stavamo – ha proseguito Spirlì – Lo sappiamo che la nostra sanità è in ginocchio, ma è anche vero che la qualità dei nostri sanitari è talmente alta che la gente torna a casa dall’ospedale. Noi abbiamo avuto, e purtroppo sono sempre tanti, numeri bassi anche nella mortalità. Quelli che ci lasciano sicuramente creano del dolore nelle famiglie, però tutti si aspettavano di vedere la Calabria stesa davanti ai Pronto soccorso del nostro ospedale, ma grazie a Dio abbiamo ancora una volta dimostrato, come avevamo fatto durante il primo periodo di blocco totale, che siamo riusciti ad emergere in tempi brevi. In meno di 10 giorni siamo passati da zona rossa a gialla perché ce lo meritavamo, perché eravamo da zona gialla”.  “Io mi chiedo: non sarebbe il caso che il governo si rendesse conto della differenza territoriale che c’è in Italia, e che quindi non può chiudere un territorio per come chiude l’altro?”, conclude Spirlì.
(Lro/Adnkronos)

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