Cosenza: Sequestrati beni dal valore di circa 2 milioni di euro a un commerciante di preziosi

(ANSA) – COSENZA, 10 DIC – Una evidente sproporzione tra i
redditi dichiarati ed il tenore di vita. E’ questo il motivo per
il quale, a conclusione di un’indagine della Guardia di finanza,
il procuratore di Paola Pierpaolo Bruni ha chiesto ed ottenuto
dal Tribunale di Catanzaro il sequestro di beni per circa due
milioni di euro a carico di una commerciante di preziosi di
Paola. Si tratta di G.E.N., 59enne, già nota alle forze
dell’ordine.
Dalle indagini è emerso che l’imprenditrice e i propri
familiari hanno tenuto nel tempo un elevato tenore di vita,
testimoniato dalla residenza in una sontuosa villa con piscina,
dotata di 22 vani, ampio magazzino e giardino, parte della quale
adibita a B&B, da numerosi viaggi e crociere, dall’utilizzo di
autoveicoli di prestigio, indumenti firmati e da consistenti
investimenti di natura finanziaria.
Un’operazione, secondo quanto riferito dal procuratore Bruni,
mirata a contrastare l’evasione fiscale, ma anche a capire come
una persona che dichiara redditi esigui, poi riesca a condurre
una vita estremamente al di sopra delle proprie capacità
reddituali.
«L’attività d’indagine – ha spiegato il comandante della
Guardia di finanza di Cosenza Danilo Nastasi – è partita
dall’analisi di soggetti definiti secondo la normativa
antimafia, socialmente pericolosi. Da qui è emersa l’attività di
una commerciante orafa di Paola che viveva ben oltre le
possibilità reddituali dichiarate».
In particolare, la 59enne manteneva un tenore di vita
sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. «L’indagine,
scaturita da un utilizzo frequente di denaro contante e
l’accertamento sui redditi – ha poi aggiunto il ten. col.
Clemente Crisci, comandante del Gruppo di Paola della Guardia di
finanza – ha interessato un ventennio, dal 1997 al 2016, e ha
riguardato anche il marito, ex brigadiere dei carabinieri, e i
figli della donna, già nota in passato per essere una
ricettatrice e aver truffato diverse persone, tra cui una
minorenne». (ANSA).

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