Corrado, “correggere “svista” bando su sede Soprintendenza”

(ANSA) – CATANZARO, 02 GEN – «Nell’Allegato 2 dell’Avviso di
selezione per il conferimento di incarichi di collaborazione ad
archeologi, architetti, assistenti di cantiere, ingegneri,
storici dell’arte e tecnici contabili pubblicato dal Ministero
Beni Culturali il 29 dicembre 2020 è indicata Cosenza quale sede
della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di
Catanzaro e Crotone, invece della città pitagorica. Difficile
credere ad un errore materiale o ad una svista rispetto alla
geografia degli uffici periferici del Mibact». Lo afferma, in
una nota, la senatrice del M5s, Margherita Corrado, componente
della Commissione Cultura.
«Il fatto che la Soprintendente Casule, titolare della Sabap
di Salerno e Avellino, fino a poche settimane fa reggesse ad
interim sia Cosenza sia Catanzaro e Crotone, e per entrambe si
appoggiasse all’ufficio cosentino – prosegue la parlamentare –
non giustifica l’anomalia, tanto più che Cosenza è passata da
pochi giorni al dott. Sudano. La Casule e il personale che nel
2021 sarà assunto per rafforzare la Soprintendenza di Catanzaro
e Crotone dovranno avere sede a Crotone, come previsto dal Dpcm
che ha istituito la nuova Soprintendenza scorporandola da quella
cosentina. Ho chiesto ala Direzione generale competente di
rettificare, ripubblicando l’Allegato 2 con la debita correzione
o, laddove s’intendesse far capo a Cosenza per la provvisoria
indisponibilità della sede crotonese – il Castello di Carlo V,
dove si trovano gli uffici della Soprintendenza, attende di
essere bonificato dalle scorie industriali della ex Montedison
per tornare agibile, mentre il personale, ormai ridotto a 3
unità, è ospite della vicina sede dei dipendenti Mibact della
Direzione regionale musei -, che Cosenza sia esplicitamente
indicata quale ‘sede temporaneà».
«Non sarebbe la prima volta – sostiene ancora Corrado – e da
qui deriva la necessità, per tutti gli attori che si muovono
sulla scena politica del nostro territorio, di mantenere alta la
vigilanza, che la Calabria centro-orientale viene penalizzata da
Roma con trattamenti di sfavore perché considerata dal Ministero
di Franceschini, in evidente affaticamento gestionale, periferia
della periferia e dunque luogo dov’è possibile fare e tollerare
qualsiasi irregolarità per scopi che nulla hanno a che vedere
con il corretto funzionamento degli uffici territoriali di
tutela». (ANSA).

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