Condannato sindaco Reggio: gruppi centrodestra Comune, dimissioni

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 22 FEB – «I giudici del Tribunale
di Reggio Calabria nelle motivazioni della sentenza con cui il
sindaco Giuseppe Falcomatà, nel cosiddetto Processo Miramare lo
scorso mese di novembre, è stato condannato per abuso d’ufficio,
delineano uno spaccato degradante dal punto di vista
istituzionale. Riferendosi al primo cittadino della città, lo
definiscono ‘dominus dell’intera vicenda ed ideatore del
progetto di affidamento diretto del Miramare all’amico
Zagarella, sia nella sua veste formale di sindaco, e dunque di
soggetto che riveste la più alta carica all’interno della Giunta
comunale, sia nella sua veste sostanziale, quale agente
direttamente interessato all’approvazione della delibera
‘Miramarè, alla cui votazione ha partecipato non solo in
violazione di legge, alla stregua degli altri imputati, ma anche
in spregio all’obbligo di astensione su di lui gravante alla
luce dei rapporti intrattenuti con Zagarella». E’ quanto si
afferma in una nota dei grupp in consiliari comunali di FdI, FI,
Lega e Coraggio Italia che invitano la maggioranza a dimettersi.
“Parole pesanti quelle pronunciate dai giudici reggini – è detto
nel comunicato – che non possono lasciare indifferenti. C’è una
questione morale che sembra non scalfire il gruppo dirigente del
centro-sinistra che nonostante la gravità di una sentenza come
quella del caso ‘Miramare, ha pensato bene di rimescolare le
carte con un rimpasto di giunta che non rispecchia la volontà
popolare. Un vero e proprio tsunami che ha cambiato la
morfologia dell’assise cittadina, la quale ha dovuto fare i
conti con diatribe interne alla maggioranza ed uno stallo
istituzionale per via della mancata composizione delle
Commissioni.
Un’inconcepibile inerzia che continua a palesare un morboso
attaccamento alle poltrone, considerato il fatto che in
Consiglio comunale, tra surroghe e sospensioni, persiste una
composizione che nulla ha che fare con ciò che i cittadini hanno
espressamente chiesto recandosi al voto nel 2020».
“E come se non bastasse – è detto nella nota – la città è
costretta ad assistere a dei veri e propri giochi di potere tra
la componente Pd e la componente vicina al sindaco f.f. Brunetti
e quindi all’ex Sindaco Falcomatà. Occorre pertanto uno scatto
di orgoglio istituzionale da parte di chi non si sente di
favorire questo psicodramma politico: l’unico gesto possibile è
sintetizzato nelle dimissioni. Un’operazione di responsabilità
per permettere alla nostra città di tornare liberamente e
democraticamente al voto». (ANSA).

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