Comunali Reggio Calabria: Marcianò, “no apparentamenti”

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 26 SET – «’Ndrangheta e Massoneria
deviata continuano a determinare le sorti della Città, ma
stavolta, come mai prima è successo nella storia di Reggio, noi
da soli, con il nostro solitario coraggio di persone isolate, le
abbiamo svilite e umiliate, anche se ci è mancata la forza per
sconfiggerle. Abbiamo ridicolizzato tutti coloro che hanno
cercato di sminuire la forza dirompente del nostro messaggio di
libertà e di indipendenza». Lo afferma la candidata a sindaco di
Reggio Calabria Angela Marcianò che, sostenuta da quattro liste,
ha ottenuto 13.165 voti, pari al 13,94%, arrivando alle spalle
dei candidati di centrosinistra e centrodestra, Giuseppe
Falcomatà e Antonino Minicuci, annunciando che non farà
apparentamenti in vista del ballottaggio del 4 e 5 ottobre.
«Adesso, a campagna elettorale finita – prosegue la Marcianò
– , non posso che ‘ringraziarè tutti coloro che hanno censurato
ogni singola quotidiana iniziativa volta a far emergere
un’alternativa per il bene della Città. Siamo stati circondati
dall’ostilità e dall’ostracismo, non è stato pubblicato né
mandato in onda nulla che ci riguardasse e divulgasse le nostre
idee, se non e soltanto le offese volgari e gratuite che altri
strumentalmente ci hanno rivolto. Non una parola è stata spesa o
scritta sul nostro programma, sulle nostre iniziative nulla è
stato reso noto alla collettività, la strategia del silenzio è
stata lo scenario utilizzato per vanificare a nostra eroica
battaglia! Rispondo poi con un sorriso di compatimento ai
tentativi di vario tipo di sminuire la mia credibilità,
assegnandomi, secondo la convenienza, etichette improbabili, di
volta in volta, da parte della coalizione di centrodestra, di
comunista organica al PD e, da parte della coalizione di
centrosinistra, di fascista. Per il ballottaggio invece andrei
benissimo ad entrambe le coalizioni! I manifesti che
pubblicizzavano le mie iniziative sono stati puntualmente
staccati appena affissi, sono state strappate centinaia di
locandine per impedire che la gente venisse ad ascoltarmi,
perché nessuno spazio doveva esserci per la Marcianò, ‘qui non
vi dovete presentarè hanno detto o lasciato detto gli amici
degli amici. Il risultato che gli avversari ostentano con
orgogliosa sicurezza è stato soltanto il report di una solenne
pessima figura di una accozzaglia malassortita di gente
impaurita da una giovane donna che le ha riso in faccia con
eleganza in ogni occasione e che l’ha ammutolita in ogni
confronto. I leader politici nazionali, tali solo per caso, che
sono arrivati a Reggio a spese dei partiti per sostenerli e
sponsorizzarli sono gli stessi che, a buona ragione, prima hanno
sparlato di loro in mia presenza, anche in sedi pubbliche,
sottolineandone le conclamate incapacità. Ma, se non ci è
mancato il coraggio, purtroppo non abbiamo avuto il tempo e le
risorse umane ed economiche per far pervenire a tutti il nostro
messaggio. Se solo tanta gente fosse stata affrancata dalla
necessità di un posto di lavoro, che ancora i neo eletti
promettono senza provarne vergogna, tutto il vecchio
establishment sarebbe stato polverizzato. Una voce girava in
tutti gli ambienti, che cioè votare Marcianò era inutile perché
al massimo sarebbe arrivata al 3 per cento dei voti; la Città ha
risposto ben diversamente, assegnandomi oltre 13.000 preferenze.
Ed allora è facile rilevare che il partito, che non era neanche
tale, che ha ottenuto più voti non è ne Forza Italia ne il PD,
ma è il movimento ideale, senza ideologie, alla cui guida c’è
una donna libera che si chiama Angela Marcianò».
«Ora che è finito il primo turno – conclude Angela Marcianò –
memore delle esperienze passate, non cadrò di nuovo in errore, e
resisterò ad ogni lusinga, rifiutando deleghe o assessorati,
perché l’esperienza mi insegna che non mi verrebbe garantita la
necessaria autonomia per poter cambiare questo apparato corrotto
ed inefficiente. Da Sindaco eletto avrei rivoluzionato il
‘sistemà incancrenito, in qualunque altra veste credo che la
mia battaglia verrebbe vanificata. Non mi fido e non voglio
perciò espormi ad una nuova estromissione in corso di mandato,
come è già successo ad opera del Sindaco Falcomatà, solo perché
ero animata da reale volontà di cambiamento e di ripristino
della legalità. Per queste ragioni rifiuto ogni possibilità di
apparentamento, a qualunque condizione». (ANSA).

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