Catanzaro: Sfruttamento operatrici call center, indagato imprenditore. Controllo giudiziale azienda

Ancora una volta, a finire nella rete delle fiamme gialle di Lamezia Terme, risulta essere un imprenditore sorpreso a sfruttare le proprie dipendenti. Nei giorni scorsi, infatti, la Procura della Repubblica di Lamezia Terme, guidata dal dott. Salvatore Maria Curcio, ha chiuso le indagini nei confronti di Gioele Mancuso, imprenditore catanzarese operante nel settore dei call center nei confronti del quale è stato ipotizzato il reato di sfruttamento previsto dall’art. 603 bis del codice penale, commesso a danno di quattro donne impiegate come operatrici telefoniche Secondo l’accusa, almeno dal novembre del 2016 al febbraio del 2019, l’indagato ha sottoposto le dipendenti a condizioni di sfruttamento, corrispondendo loro retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali, con la reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro e alle ferie, approfittando del loro stato di bisogno derivante dall’assenza di diverse opportunità occupazionali sul territorio. Dalle indagini dei finanzieri è emerso, ancora, che le operatrici telefoniche venivano sottoposte a condizioni di lavoro degradanti. Alle stesse, infatti, veniva imposto di commettere illeciti a vantaggio del datore di lavoro ed erano soggette ad insulti e ad espressioni aggressive e offensive, allorquando rivendicavano i loro diritti secondo quanto previsto dal c.c.n.l.. Entrambe le predette condizioni sono state ritenute chiaramente lesive della dignità delle lavoratrici.  Nel corso delle indagini, inoltre il p.m. titolare delle indagini, sostituti procuratore Giuseppe Falcone, sulla base delle informative depositate di finanzieri del gruppo della guardia di Lamezia Terme, ha chiesto ed ottenuto dal giudice per le indagini preliminari, il provvedimento cautelare dell’applicazione della misura del controllo giudiziale dell’azienda, allo scopo di rimuovere quelle forme di sfruttamento riscontrate nel corso delle indagini e sono state sottoposti a sequestro oltre 9,500,00 di euro, ritenuti il profitto del reato di sfruttamento. L’attività in rassegna ha avuto origine da una segnalazione pervenuta alla Guardia di Finanza da parte di un sindacato al quale si erano rivolte le dipendenti sfruttate.  Le fiamme gialle, hanno, quindi avviato le specifiche indagini, acquisendo tutti gli elementi indiziari dai quali è stata ipotizzata a carico dell’imprenditore, la condotta delittuosa di sfruttamento Inoltre, come diretta conseguenza del reato di sfruttamento, essendo che l’attività di call center veniva effettuata con una società, è stato contestato anche l’illecito della “responsabilità amministrativa degli enti”, poichè il reato di cui all’art. 603 bis c.p. È stato chiaramente commesso nell’interesse e, comunque, a vantaggio dell’impresa stessa.

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