Catanzaro, presenze “fantasma” nelle commissioni consiliari, indagati 24 consiglieri comunali

Avviso di conclusione indagini nei confronti di 29 consiglieri comunali di Catanzaro su 32. Truffa aggravata, falsità ideologica, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale e uso di atto falso, queste le accuse contestata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro che ha emesso anche 5 avvisi di garanzia anche per altre 5 persone, amministratori di impresa.

Complessivamente sono 34 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm Pasquale Mandolfino, e condotta dalla sezione di pg dei carabinieri e che, negli ultimi mesi, ha messo sotto la lente lo svolgimento delle commissioni consiliari del Comune di Catanzaro, facendo emergere un meccanismo fatto di verbali attestanti presenze fantasma, rimborsi e gettoni di presenza non dovuti e, in alcuni casi, di assunzioni soltanto formali da parte di aziende “complici” o riconducibili ai familiari dei consiglieri stessi, allo scopo di ottenere i rimborsi legati alle presenze alle riunioni degli organismi consiliari.

I Carabinieri  a Palazzo De Nobili hanno notificato l’avviso di conclusione indagini nei confronti dei consiglieri comunali: Andrea Amendola, Antonio Angotti, Demetrio Battaglia, Gianmichele Bosco,Tommaso Brutto, Francesca Carlotta Celi, Fabio Celia, Enrico Consolante, Lorenzo Costa, Manuela Costanzo, Sergio Costanzo, Nicola Fiorita, Roberta Gallo, Francesco Gironda, Luigi Levato, Rosario Lostumbo, Filippo Mancuso, Rosario Mancuso, Giovanni Merante, Antonio Mirarchi, Libero Notarangelo, Giuseppe Pisano, Agazio Praticò, Giulia Procopi, Eugenio Riccio, Cristina Rotundo, Fabio Talarico, Antonio Triffiletti e Antonio Ursino. Inoltre i cinque datori di lavoro: Antonio Amendola, Carmelo Coluccio, Elzibieta Musielak, Salvatore La Rosa e Sabrina Scarfone.

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