Catanzaro: maggioranza Regione, Fiorita fuori dalla realtà

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 21 MAG – «Il candidato sindaco di
Catanzaro, Nicola Fiorita, deve avere studiato parecchio nelle
ultime ventiquattrore per asserire che un presidente di
Assemblea legislativa non può bocciare le leggi. Se, poi, questa
scoperta giuridica la riferisce a un presidente di Consiglio
regionale in carne ed ossa, è segno che il troppo studio, in
cosi poco tempo, gli ha offuscato la percezione della realtà. Ma
ciò che appare grave, è che, resosi conto di avere scoperto
l’acqua calda, Fiorita ha voluto insistere per sostenere che il
presidente Filippo Mancuso ‘ha un’idea tutta sua delle
istituzioni. E’ evidente l’inganno, ma ancor di più la
sottovalutazione dell’intelligenza dei calabresi». Lo affermano,
in una nota congiunta, i capigruppo di maggioranza della
Regione.
“Tuttavia su un punto – si aggiunge nella nota – Fiorita ha
ragione: ‘a bocciare le leggi è il Consiglio regionalè. Ed è
chiaro che la proposta di legge regionale Fiorita, sottoscritta
dai consiglieri regionali del Pd, non sarà mai approvata in
questa legislatura. Non perché il Consiglio intenda penalizzare
chicchessia, secondo lo spauracchio agitato da Fiorita per
catturare voti. Il nostro convincimento, infatti, è che dalla
nascita dell’’Azienda ospedaliera universitaria Renato
Dulbeccò, nessuna delle professionalità interessate dovrà
subire nocumento. I garanti di questa sinergia di
professionalità, mezzi e risorse, da farsi nell’interesse dei
calabresi a cui occorre garantire il diritto alla salute, siamo
prima di altri noi. Ma non avrà successo perché la proposta
legislativa del Pd punta ad una sorta di partecipazione
perequativa nella Commissione paritetica incaricata di proporre
al Commissario ad acta per la sanità e all’Università Magna
Graecia, una bozza di ciò che dovrà essere il previsto
Protocollo d’Intesa. Ossia, l’atto regolativo del ‘core
business’ della futura ‘Azienda ospedaliera universitaria Renato
Dulbeccò, riferito soprattutto alle attività assistenziali
universitarie e di ricerca che l’Università della Magna Grecia
dovrà assicurare alle prestazioni essenziali di spedalità, da
consacrare nell’atto aziendale della stessa, che sarà redatto
dal manager ad essa preposto. Solo questo, che è però tanto a
garanzie dei Lea ospedalieri».
“A definire il Protocollo d’Intesa – dicono ancora i capigruppo
della maggioranza di centrodestra – sono stati chiamati a
rappresentare la Regione il prof. Ettore Jorio e il dott. Sergio
Petrillo; e l’Università il prof. Arturo Puija e l’avv. Ennio
Apicella. Tutti, rispettivamente, in rappresentanza dei soli
soggetti istituzionali coinvolti, Regione e Università, chiamati
a definire la bozza di lavoro che la Regione, per il tramite del
Commissario ad acta, l’onorevole Occhiuto, ed il Rettore, il
prof. De Sarro, per l’ateneo, dovranno perfezionare con la loro
firma. Nessuna rappresentanza delle Aziende ospedaliere
catanzaresi. Ma solo e soltanto, quelle riferibili
esclusivamente alle Istituzioni coinvolte per la preparazione
degli atti sanciti dalla legge regionale 33/2021 proposta dal
presidente Mancuso, dal Consiglio approvata e dal Governo
vagliata positivamente. E che, paradossalmente, ora il Pd chiede
di implementare. E lo fa, confondendo le capre con i cavoli.
Meglio, la ratio rappresentativa e la conseguente provenienza
dei tecnici nominati».
“A nostro avviso – si sostiene inoltre nella nota – c’è poco da
aggiungere. Specie se dall’altra parte c’è chi sa bene cosa
prevede la legge, ma finge di non saperlo. Oggi, abbiamo
finalmente una legge regionale da cui, dopo avere superare il
vaglio del Governo, che in passato di leggi scritte male ne ha
bocciato due, Catanzaro si attende, una volta definite le
incombenze previste, un rilancio per il suo obiettivo di ‘Città
della Buona salute e della Ricerca scientificà. E’ tempo di
essere seri e responsabili: indietro non si torna. Ma è tempo
anche di sistemare il tutto per mettere a terra, perché
finalmente i calabresi ne godano, l’Azienda ospedaliera
universitaria ‘Renato Dulbeccò». (ANSA).

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