Caos Procure: Storace, ” Ora giustizia per l’ex governatore Scopelliti”

“Se un giorno Marco Minniti dovesse incontrare Peppe Scopelliti, è certo di poterne incrociare gli occhi e di non dover abbassare lo sguardo? Chi ha fiducia nella magistratura deve avere davvero uno stomaco fortissimo nel leggere – dalle ormai famose chat di Palamara – quello che pare riguardare anche i magistrati di Reggio Calabria. In particolare su chi accusò l’ex governatore calabrese e su chi lo condannò”. E’ quanto si legge su ‘Il Secolo d’Italia on linè in un editoriale del direttore Francesco Storace.
“Troppe conversazioni ambigue. Un giro incredibile di richieste. La vicinanza con un politico di livello davvero elevato dal punto di vista istituzionale. Chiunque verrebbe scosso dal dubbio. Ma Reggio Calabria, l’intera regione, il mezzogiorno, la politica nazionale, tacciono”. C’è da vero da chiedersi: e se Peppe fosse innocente?; Elemento certo. Marco Minniti e Luca Palamara erano molto amici. Le loro frequenti conversazioni stanno lì a testimoniarlo. Alla separazione dei poteri non corrisponde quella dei telefoni”. Storace invoca: “Giustizia e non vendetta su Scopelliti. Ne ha diritto lo stesso Scopelliti, che ha pagato in silenzio e con grande dignità la pena che chi è stata inflitta, e oggi nessuno può giurare su quanto sia stata giusta”.

(Adnkronos) – “Non abbiamo -scrive tra l’altro Storace- la pretesa di fare noi un processo al processo. Ma chi ha la competenza per farlo ne ha il dovere. Le carte su Palamara hanno già abbastanza gettato discredito sull’ordine giudiziario, che decide della vita e della libertà delle persone. Che vengono gettate in pasto alla pubblica opinione come colpevoli e ora – leggendo – viene il dubbio del giudizio derivante da una logica legata alla politica. Lo stesso Minniti non può trincerarsi nel silenzio. Se fosse tutto vero, sarebbe davvero grave l’attenzione di un membro del governo alle carriere dei magistrati della sua terra natia e dove ha sviluppato larghissima parte del suo impegno politico”.
(Pol/Adnkronos)

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