A Lamezia il centro sinistra riesce a perdere, vince chi resta a casa.

E’ la conclusione che in tanti si aspettavano e che tantissimi non volevano ammettere, ma a Lamezia Terme il centro sinistra riesce a perdere. E perde nel peggiore dei modi possibili, arrivando alla scadenza elettorale completamente impreparato, con una segreteria eletta dopo lotte intestine, affidata ad un segretario di garanzia che poi avrebbe dovuto scegliere il candidato a sindaco. Un susseguirsi di candidati detti e non detti ed una lotta tutta interna alla più litigiosa sinistra che, come la peggiore antimafia, sente il bisogno di affermare prima di tutto chi è più dogmatico dell’altro, piuttosto che cercare punti di convergenza.

Va detto che il panorama si era già da subito intorbidito, non ha aiutato a schiarir le acque la piattaforma “costituente” di quel di Sant’Eufemia, anzi ha complicato alquanto, con i 5 stelle che prima volevano ergersi a condottieri, dietro le quinte, e poi sempre più autoreferenziali nel volersi affermare duri e puri, raccogliendo una manciata di lenticchie. Il capo nazionale di questo movimento ammette che li dove non si è pronti è meglio desistere, ma come non si è pronti a Lamezia? con un parlamentare eletto ed un commissariamento di cui tutti attendevano la conclusione. Ma va da se che si è volutamente andar da soli pur di non condividere con altri un percorso.

E che dire della “pseudo civica sinistra”, almeno si saranno divertiti a tinteggiare la propria sede e raggiugere quel 10% utile solo a sbarrare la strada del ballottaggio al candidato del PD.

Già il PD, riecheggia ancora “Oppure il PD” la campagna di comunicazione che avrebbe dovuto invogliare i più ad andare a votare e votare per il cambiamento, dove si rimprovera il peggio a Lamezia come se in questi ultimi trent’anni per venti di questi non fosse stato al governo di questa città. Il PD dove la maggioranza di quelli che hanno tirato la giacchetta al segretario non hanno avuto nemmeno la creanza di candidarsi, se non poi essere pronti a chiedere incarichi di governo e sottogoverno in caso di buon esito. Un PD incapace di portare leader nazionali a sostegno dell’agnello sacrificale, ed in questo le imminenti elezioni regionali non hanno aiutato.

Che Lamezia fosse di centro destra lo si sapeva da tempo, anche in tempi che sembrano lontanissimi quando Giannetto vinceva senza maggioranza in consiglio. Che ne è di quel tempo e di venti anni di amministrazione del centro sinistra a Lamezia? In tanti se lo domandano. Ma qui dalle nostre parti è sempre stato il fuoco amico che ha fatto danni e danni e danni più degli avversari.

Vincerà un sindaco che sarà eletto, nella migliore delle ipotesi da meno del 20% del corpo elettorale.

Cosa resta? una carovana di giovani e donne che ci hanno messo la faccia, che si sono impegnati e che hanno provato sulla loro pelle la delusione di un fallimento. Ma è da qui che si può e si deve ripartire, dai quei giovani che sentono l’urgenza di un necessario cambiamento, prima che sia tutto vano. Proviamoci allora noi tromboni, che non abbiamo veramente più niente da dire, che i nostri danni li abbiamo fatti, a metterci da parte una volta per tutte e permettere a questi di dire e fare veramente la loro parte.

tdp

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